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Web covers

Slate e Foreign Policy hanno scelto le loro migliori illustrazioni dell’anno. Le due testate, entrambe del gruppo Washington Post, si fanno riconoscere da anni per la beltà delle cover dei loro pezzi, e questa è una bella occasione per rivederle insieme – e (ri)rileggere gli articoli relativi (come questo: “La faziosità politica è il nuovo razzismo“).

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“Mi consenta” in tutte le lingue del mondo

In questi giorni la faccenda delle dimissioni di Silvio Berlusconi sono state l’apertura dei maggiori quotidiani del mondo. I motivi sono chiari (crisi dell’Euro + presidente dedito alle escort + pregiudizio sugli italiani = boom) ma questo articolo di Anne Applebaum su Slate, specie il suo titolo, mi ha sorpreso parecchio.

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Punti in comune tra #Occupywallstreet e i Tea Party

Slate chiarisce la questione con un diagramma di Venn: ci sono punti in comune tra gli occupatori di Zuccotti Park e il gruppo conservatore anti-tasse?

Per ulteriori informazioni si consiglia la lettura di questo articolo di Christian Rocca sul Sole24Ore.

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Slate cambia pelle

Slate ha cambiato aspetto: migliorie grafiche e qualche novità, come il “social stream“, una barra sotto il menù a slide in cui sono si può vedere quante persone stanno/leggendo/commentando gli articoli del giornale.

Oltre a questo, la redazione ha cambiato sistema di gestione dei contenuti (Csm), passando da Gutenberg a Cq5.

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NewYorker.com va alla guerra

Newyorker.com va alla grande. Agosto è stato il mese dei record, con 5 milioni di utenti unici ad accedervi, spinti soprattutto dal profilo di Michelle Bachmann scritto da Ryan Lizza e il (controverso) resoconto di Nicholas Schmidle sulla cattura di Osama Bin Laden.

Eric Drooker | Flickr

Il settimanale della Condé Nast è passato quindi all’azione, con l’intento di potenziarsi in rete. Per farlo ha strappato a Slate John Swansburg, responsabile della cultura del magazine online, segnala Wwd. L’omino con la pipa e la farfalla tra i capelli è partito alla ribalta per la conquista del settore culturale su schermo. Slate, Salon e compagnia bella: abbiate paura.

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Il consiglio di Gootenberg

Caro Newyorker.com, il fatto che gli abbonati (al cartaceo o all’app, che va molto bene) possano errare per il tuo archivio senza fondo è davvero favoloso. La pesca miracolosa. Però c’è un però: molti degli articoli arretrati sono versioni scannerizzate del cartaceo. Capisco che sia più facile fare così e che digitalizzare una mole di pezzi tale sia un’impresa titanica. Però è piuttosto difficile da leggere e non tutti possono stamparsi decine di pagine quando gli pare. Usare Instapaper per un pezzo del 1934, per esempio, sarebbe invero zublime.

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A ognuno la sua “verità” sull’11 settembre 2001

Un’inchiesta commovente di Slate sull’origine e il successo delle teorie cospiratorie legate al 9/11. Come sono nate? Perché hanno avuto tanto successo?

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Fare cose con i Captcha

http://www.slatev.com/media/swfs/SlateGroupPlayer.swf

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