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Il grafico che rovina le notti a Google

Facebook è il fantasma che assedia gli uffici di Google. I motivi sono vari e le prove al riguardo molte (non ultima, Google+) ma questo grafico, pubblicato da All Things Digital spiega tutto.

C'è chi sale e chi scende.

Le linee descrivono la quantità di tempo che gli utenti passano in media in un sito: quella che sale sale sale all’impazzata è di Facebook. Quelle sono mogie mogie o addirittura in calo sono di Google, Aol e compagnia bella.

Un brutto segno, per un mercato in continua evoluzione come quello del web. Peter Kafka, infatti, nota che fino a un paio d’anni tra le ‘concorrenti’ di Zuckerberg ci sarebbe stata anche MySpace. E invece. Puff.

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Link di oggi

Prosegue il lento (ma nemmeno tanto) declino di Google +

Gli utenti ci postano sempre di meno, dice TechCrunch (almeno non sono l’unico a farlo).

Il rotolio delle palle di fieno

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Attenzione: da oggi Plus è aperto a tutti. Le cose potrebbero cambiare, staremo a vedere.

Google sfida Flipboard

La Grande G sta preparando un lettore di news con cui combattere Flipoboard e soci (Zite, Pulse). Si chiamerà, scrive Techland, Propeller. Jared Newman ne parla dicendo una cosa che Gootenberg condivide appieno: queste app sono belle e tutto il resto, ma leggerci le news è dannatamente difficile. Ci abitueremo o è un problema di medium?

I hate to be a downer, but enough is enough. What I’ve discovered with these apps is that you spend too much time curating content and not enough time reading it. You’ve got to pick the sources and types of news that you like. You’ve got to create Twitter lists to filter the useful stuff from the junk. You’ve got to “Like” the articles you like so that the algorithms can learn what you like. And every time someone creates a new app, you’ve got to do all this self-curation all over again.

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Prendi questo, Google+ ! Firmato, Facebook

Facebook vs Google+, si diceva. Plus, il cui punto di forza è la privacy, che può essere difesa dagli utenti scegliendo semplicemente a quale cerchia (leggi: a chi) far leggere quello che si pubblica.

Dopo gli ultimi dati su +, secondo cui l’83% dei suoi utenti è “non attivo”, ecco un’altra brutta notizia per Google: Fb ha modificato le impostazioni della privacy. Non si parla di cerchie ma, come spiega Bits, di scegliere di volta in volta a chi (non) far leggere i propri post e commenti.

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