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Innovation Issue

Il New York Times Magazine di questa settimana, in uscita domenica, è tutto dedicato all’innovazione e ha quattro copertine diverse, per cui sono stati creati dei nuovi loghi per la testata, in modo da produrre quattro copertine totalmente diverse le une dalle altre, e dalle precedenti.

Delle otto “finaliste” le quattro vincitrici sono molto diverse tra loro, le potete vedere di seguito.

Ogni copertina è ispirata a una delle 32 innovazioni che nel futuro ci cambieranno la vita: 32 invenzioni dai gattini-robot all’alcol anti-sbronza che potete leggere quiQui invece l’art department del giornale spiega l’origine dell’innovation issue, e com’è stato progettato.

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La Timeline di Facebook (quella vera)

Se siete tra quei noiosi ventenni a cui è caduto il mondo in testa quando Facebook ha attivato la Timeline (o il diario, a seconda) per tutti i suoi utenti, andate pure al diavolo. Se invece siete tra quelli che hanno accettato un cambiamento di UI per quello che è (un cambiamento dell’interfaccia e basta), allora vi potrà interessare l’idea che il Wall Street Journal ha avuto per raccontare la storia dell’entrata in borsa di Facebook. La trovate qui, e sì, è tutto basato sulla Timeline.

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Da notare anche l’uso che ne fa il New York Times, che la sfrutta per “raccontare” ai propri utenti la propria storia, proponendo i momenti, le inchieste e gli articoli salienti della sua gloriosa vita.

(via Poynter)

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La penultima copia del New York Times

Quando il Times andava sul web grazie ad Aol (che ora possiede l'Huffington Post)

Il 17 marzo del 2011 il sito del New York Times è diventato parzialmente a pagamento. A un anno di distanza i motivi per cui essere ottimisti sono parecchi ma c’è ancora tanto da fare. Sul sito di Studio trovate un bilancio dell’operazione in occasione del primo compleanno del paywall di Nytimes.com.

17 marzo 2011, New York City. Nel meraviglioso palazzo di vetro che Renzo Piano ha progettato come sede del New York Times, una stanza è occupata dai piani alti della società. La tensione è alle stelle. Tra i presenti: alcuni programmatori del sito del giornale; il chief technology officer della New York Times Company, Marc Frons; Yasmine Namini, che si occupa di marketing e comunicazione; Martin Nisenholtz, al tempo vice direttore delle operazioni digitali. Anche Arthur Sulzerberger Jr., editore e membro della storica dinastia proprietaria del più autorevole quotidiano del mondo, si ferma a sincerarsi che tutto vada bene. A un certo momento uno dei tecnici chiede l’autorizzazione a procedere, qualcuno gli dice “Ok, vai pure” e – puf – ecco che il sito Nytimes.com diventa a pagamento. —> Continua a leggere

 

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The Road to Instagram

Com’è nato Instagram, l’app fotografica mobile per eccellenza? Quali sono i suoi antenati? Ecco la risposta sottoforma di albero genealogico.
Bebop jazz
+ Interstate hitchhiking
= Beat poetry
+ “Valley of the Dolls”
= Spirit journeys
+ Susan Sontag
= Interpretative dance
+ Studio 54
= Mix Tapes
+ Frank Miller’s “Batman”
= Zines
+ Pokemon
= Blogging
+ “America’s Next Top Model”
= Facebook
+ Latte art
= Instagram
di ADAM LEFF AND RICHARD RUSHFIELD
Dal sempre fichissimo “One Page Magazine” del Nyt Magazine

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A very glamour David Carr

  • David Carr, opinionista del New York Times sui media e la cultura, è tra i personaggi di Page One, un bellissimo documentario sulla grey lady e la sua lotta nel mondo dei nuovi media. Ecco una sua bella intervista concessa al magazine Interview e firmata da Aaron Sorkin (sì, proprio lui). Pare però che a Carr non sia piaciuta la foto che la rivista gli ha scattato e che il giornalista e Sorkin abbiano avuto un hobby in comune: la cocaina.
  • Un articolo lunghissimo della Columbia Review of Journalism sul San Jose Mercury News, il quotidiano della Silicon Valley che sembrava destinato a diventarne la voce ufficiale. E invece no. Storia di un insuccesso.
  • Della serie “c’è del marcio in Shakespeare (forse)”, il lato oscuro del genio inglese tra minacce di morte, identità misteriose e manoscritti ritrovati. L’inchiesta storica spiegata bene dal Smithsonian magazine.

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Contro Repubblica.it /2 – Lezioni di stile

In questo momento (mercoledì 9 novembre 2011 alle 17,40 circa) la homepage di repubblica.it appare così:

Un tripudio incomprensibile di link (nessun video, nessuna foto, nessun gusto). Solo parole azzurre da cliccare in un ambiente incomprensibile dove il click è l’unica speranza per capire qualcosa. Per il resto, a una lettura superficiale, l’home è un guazzabuglio in cui c’entrano dei politici.

Voi direte: su, non fare così, non riprendere il discorso contro Repubblica.it, oggi è una giornata particolare (MOLTO particolare) e la redazione deve spiegare ai suoi lettori cosa sta succedendo alla  persona che tanto sta loro antipatica. D’accordo, giornata storica. Molte cose da dire, molti link, direte voi. Ma facciamo un confronto semplice semplice. Prendiamo ad esempio un’altra giornata storica – lievemente più storica di quella odierna – e prendiamo un’altra edizione online di quotidiano – lievemente più autorevole di Repubblica.it/Cronaca Vera.

Questa è l’apertura del New York Times nelle ore in cui lo spoglio finale dei voti delle elezioni del 2008 aveva confermato la vittoria di Barack Obama.

Ripetiamo: Barack Obama. Appena eletto presidente degli Usa. Dopo due anni di campagna elettorale tra primarie e quant’altro. Dopo otto anni di G. W. Bush. Il primo presidente nero. Ebbene, quel giorno, Nytimes.com apriva così.

update

E questa invece è l’apertura del NYT.com in una giornata epocale, quella della cattura e uccisione di Osama Bin Laden.

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La foto del giorno

Vincenzo Pinto/Agence France-Presse - Getty Images | dal NYTimes.com

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