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Rassegna stampa retroilluminata

Oggi è uscita la nuova edizione di nòva, versione per iPad dell’inserto del Sole 24 Ore. “Il primo numero del 2011” è disponibile nell’AppStore. Quando uscì il primissimo numero, ne parlammo bene, come una rivista ben resa su schermo e unica nel panorama italiano. Ma era l’autunno 2010: è davvero necessario aspettare sette mesi da numero a numero?

L’idea è quella d farla uscire ogni volta che il Sole cambia direttore?

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La copertina del primo numero di Timbuktu (disegno di Olimpia Zagnoli)

Un progetto molto bello (e con cadenza chiara: mensile) è invece Timbuktu, giornale per bambini su iPad fondato da Elena Favilli (Editor in Chief e giornalista del Post.it), Francesca Cavallo (Creative Director), Olimpia Zagnoli (Art Director) e Julian Koschwitz (Interaction Art Director). Il giornale, primo esperimento di magazine per l’infanzia su tablet, ha bei contenuti e meravigliosi disegni. Facile da usare (lo si sfoglia, nessuna tendina o artefizio à la Condé Nast) e bello da leggere, essendo scritto in un inglese chiaro e semplice. Il primo numero è tutto dedicato al ghiaccio: ci sono trichechi, la neve e tanto tanto azzurro glaciale. Lo si può scaricare — gratuitamente — da qui.

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Per finire, è tornata Sugaman, la casa editrice di e-book fondata da quei due corsari di Alessandro Bonino e Paolo Nori. Il loro primo titolo, La matematica è scolpita nel granito, mi era piaciuto molto. Ieri è uscito la seconda fatica dei due: Restituiscimi il cappotto di Adrian Bravi. Dalla trama si direbbe qualcosa di atipico e interessante — non che da Sugaman ci si aspetti la biografia La solitudine dei numeri primi letto dalla Tamaro su musica di Povia, ma… — e ci auguriamo possa divertire e stupire come il libro di Nori, raccolta di discorsi letti fatti al Festival della Filosofia di Seneghe, il paese dove a una certa ora si alzano gli specchi (valli a capire ‘sti sardi), si creano province su province (finiranno per dividere l’atomo di Olbia) e viene proprio da andarci, a quel festival lì.

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Un piccolo editore di e-book contro i giganti stanchi

È facile trattare la rivoluzione degli e-book cantando le lodi del settore destinato a cambiare il mercato editoriale per sempre. Un po’ più raro è trovare spiegazioni del comportamento spesso masochistico dei grandi gruppi editoriali: per esempio, perché un libro elettronico, che non ha costi legati alla carta, alla stampa e alla distribuzione, deve costare quanto uno tradizionale? E per quale motivo il mercato delle major preferisce il protocollo DRM (Digital Rights Management), fatto di file criptati e leggibili su un solo tipo di dispositivo a SRM, aperto e libero?
Sembra che la libertà tipica del web abbia abdicato, nell’editoria, ad altri precetti meno decifrabili. Kindle, il reader leader del mercato per ora non disponibile in Italia, legge solo libri acquistabili su Amazon, il suo stesso produttore.
La “colpa” è del DRM di Adobe, certo, ma anche dei grandi gruppi, molto proni alle lusinghe del sistema proprietario “chiuso” e confusi nell’affrontare il nuovo business (una recente indagine ha sollevato il sospetto-cartello).

In Italia però qualcosa si muove. Alessandro Bonino (blogger, creatore di Spinoza.it) e lo scrittore Paolo Nori hanno deciso di ribellarsi all’andazzo mainstream creando una casa editrice di e-book, Sugaman i cui principi fondamentali ricordano quelli della “e-reader Bill of Rights” stilata da Kobo e puntano verso la libertà di lettura. Innanzitutto le opere edite da Sugaman sono fruibili con qualsiasi device (iPod, Kindle, iPad…) e memorizzate direttamente nell’apparecchio (a differenza di Amazon con il suo Kindle). I titoli della Casa saranno scelti e adattati con cura. E avranno prezzi bassi, per spingere i potenziali lettori a “rischiare” l’acquisto di un e-book, che diventa così competitivo.

“Libri elettronici, senza limitazioni” recita il claim di Sugaman, editrice nata “dopo ore di discussione” tra i due fondatori, che sono riusciti a colpire subito nel segno, indicando a tutti la via “facile” al mercato. Nessuna chiusura a livello di software e l’affidamento ad un sito, BookRepublic.com, che dell’e-publishing senza vincoli ha fatto la sua fede (e fortuna).
Dopo Mondadori e Feltrinelli, entrate timidamente nel mercato abbracciando il protocollo chiuso, una piccola start up fa clamore, proponendo un’ottima opera prima (La matematica è scolpita nel granito di Nori) che subito raggiunge il successo commerciale, diventando in pochi giorni il libro italiano più acquistato nel sito.

Sugaman è un esperimento interessante perché prova l’esistenza di un mercato italiano di e-book, che però va ripensato dalle fondamenta per non rendere quello dei libri elettronici un campo ostile ai lettori forti, che non vogliono leggere se non senza vincoli. Altrimenti, perché abbandonare la carta?

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