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La Timeline di Facebook (quella vera)

Se siete tra quei noiosi ventenni a cui è caduto il mondo in testa quando Facebook ha attivato la Timeline (o il diario, a seconda) per tutti i suoi utenti, andate pure al diavolo. Se invece siete tra quelli che hanno accettato un cambiamento di UI per quello che è (un cambiamento dell’interfaccia e basta), allora vi potrà interessare l’idea che il Wall Street Journal ha avuto per raccontare la storia dell’entrata in borsa di Facebook. La trovate qui, e sì, è tutto basato sulla Timeline.

***

Da notare anche l’uso che ne fa il New York Times, che la sfrutta per “raccontare” ai propri utenti la propria storia, proponendo i momenti, le inchieste e gli articoli salienti della sua gloriosa vita.

(via Poynter)

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Un Elmo fumato gabba Netflix

Netflix, la società americana che ha rivoluzionato il mercato dei film a noleggio, ha deciso di separare il servizio streaming da quello di affitto di Dvd.

Secondo molti è stata una sonora vaccata, tanto che Reed Hastings, fondatore e Ceo di Netflix, si è scusato con i clienti per le recenti politiche aziendali; a Manjoo di Slate invece è un’idea che è piaciuta. Ma non è questo il punto di cui Gootenberg vuole parlare: il focus è che la sezione che si occuperà di Dvd è stata creata ex novo e si chiamerà Qwikster.

Qwkister è un nome bizzarro, che Netflix deve aver trovato in fretta e furia, ma che risulta essere già stato preso da un utente Twitter (James Castillo, alias @qwkister), che fino a ieri aveva la foto come avatar un’immagine di Elmo mentre si fuma una canna.

Ora Castillo ha capito di possedere casualmente un piccolo tesoro. Ed è pronto a scucire a Netflix, pardon Qwkister, un sacco di soldi.

Conseguenze del fare le cose di fretta.

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Se l’11 settembre 2001 avessimo avuto Facebook e Twitter

Non sarebbe stato bello, secondo Cord Jefferson di Good magazine. Certo, avrebbe capillarizzato la copertura mediatica degli eventi ma quante bugie, quante foax sarebbe nate – e quanto poco avrebbe messo a diffondersi?

Il pezzo si basa sul ricordo di quel giorno (suo padre lo sveglio: era ubriaco dalla sera prima – ah, il college!), che Jefferson non passò davanti al computer, come avrebbe probabilmente fatto se il web fosse stato sviluppato com’è oggi.

da Good.is

Invece niente Facebook, niente Twitter e niente Youtube. E niente siti di news, visto che allora erano poco sviluppati – una cosa di cui l’autore si dispiace. Solo le edizioni straordinarie dei telegiornali.
Un gap temporal-tecnologico che ha fatto la differenza, visto che nel malaugurato caso avvenisse un 9/11 oggi, l’hashtag #newyorkattacks si diffonderebbe in un secondo. E la diversa copertura mediatica modificherebbe sicuramente modificato il modo con cui affronteremmo la malaugurata tragedia.

Se sia stato meglio o peggio non avere i social network nel 2001, crediamo, non è possibile dirlo. Solo è notevole segnalare come in dieci anni il mondo sia cambiato così tanto: non solo per il crollo delle Twin towers ma anche per lo sviluppo incredibile del web.

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Guess who’s back?

The Man. The Legend.

Sono stato via, ho fatto cose, visto gente. Per farlo, ho passato molto tempo in treno. È stato bello perché, tra le altre cose, mi sono letto questa intervista-fiume di Playboy a Marshall McLuhan, del marzo 1969. Un longread come non se ne fanno più (via LongForm.org).

E mi sono preso l’ultimo libro di Douglas Couplan, sempre su McLuhan. Lettura imprescindibile.

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Zynga contro i cloni di FarmVille

In effetti sono identici. I giochi della Zynga, società produttrice di FarmVille e CityVille ha notato i plagi di una sua concorrente brasiliana, Vostu, che copiava del tutto le creazioni dell’azienda e l’ha denunciata chiedendo 45,9 milioni di dollari.

TechCrunch sottolinea le somiglianze (chiamarle così è quasi un eufemismo) tra CityVille (il gioco originale di Zynga) e la versione di Vostu chiamata MegaCity.

Trova le differenze

Secondo l’accusa, la copiatura sarebbe così  profonda da interessare anche alcuni errori e bug: dettagli che Zynga ha mal programmato e Vestu ha replicato pari pari.

Per esempio, in CityVille, i sviluppatori di Zynga si sono dimenticati di aggiungere la necessità per i edifici della comunità di essere collegati a una strada per funzionare — una necessità di tutti gli altri edifici nel gioco. Il gioco è uscito senza quel dettaglio e il bug non è mai stato risolto nel gioco Zynga. MegaCity della Vostu ha replicato quell’errore.

Qui il testo della denuncia.

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LongRead, LongForm e ovviamente Sasha Grey

Si sta diffondendo, è ufficiale. Dopo un decennio di crisi gli articoli lunghi lunghi all’amerregana stanno conoscendo nuova vita. Secondo Gootenberg, anche grazie a Instapaper — ma questa è un’altra storia.

Segnaliamo Mother Jones, magazine a cui collabora come blogger Mark Armstrong, fondatore di Longreads. Ogni settimana il sito, come Daily Beast fa da molto, propone cinque imperdibili, torrenziali articoli dall’archivio del sito.

Slate continua a fare il selettore, mestiere che gli riesce piuttosto bene (come previsto da Luca “Deejay” Sofri). Dopo gli album tematici di foto Magnum, il sito di news americano propone anche le selezioni settimanali di articoloni tratti da LongForm (altro sito di cui parlammo a long time ago), anch’essi selezionati sulla base di un topic preciso. Questa settimana, attenzione attenzione, si parla di pornografia e Sasha Grey.

Che Slate stia utilizzando il metodo Gootenberg per aumentare le proprie visite?

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Il Financial Times e l’app che non è una app

Il Financial Times ha deciso di bypassare l’AppStore di Apple (che trattiene il 30% degli incassi) e creare un sito-mobile in HTML5 senza creare una vera e propria applicazione da scaricare. L’idea mi entusiasma (il classico uovo di Colombo) ma non riesco ad accedere al sito in questione: app.ft.com. Forse un sovraccarico. Così ci accontentiamo, per ora, di questa immagine tratta da TechCrunch.

E del video promozionale:

Una sola cosa: visto che il sito ft.com, quello tradizionale, funziona regolarmente, dev’essere proprio quello in HTML5 a dare problemi. Fosse così il progetto rimarebbe interessante ma la figura non sarebbe delle migliori: non si produce un abito nuovo e importante per inciamparci al primo passo.

Speriamo che tutto si sistemi. Tutto si è sistemato: il sito è molto simile all’app di FT — il giornale economico sarà imitato dalla concorrenza?

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