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Dal Guardian con furore

Sul sito di Studio potete leggere la mia intervista al direttore creativo di Bloomberg Businessweek, il giovane inglese Richard Turley. Forse l’avete già letta sul sesto numero della rivista. Forse no. Ad ogni modo, ora potete rimediare.

Mentre tutti piangevano “la fine dei magazine come li conoscevamo”, il successo del vostro prodotto sembra dimostrare come anche i settimanali e i mensili possono sopravvivere di questi tempi, nonostante la crisi, nonostante il web, nonostante tutto. Quali sono le caratteristiche che un magazine deve avere, secondo te, per avere successo?

È una questione lunga e complessa ma penso che per avere successo un magazine debba fare il magazine. Fare qualcosa che piaccia alla gente e interessi i suoi lettori. È necessario investirci tempo, bisogna metterci passione per poterlo fare nel miglior modo possibile ma penso che se ci si mette tutto se stessi, poi la gente se ne accorge e ti compra. Credo che il pubblico sia in qualche modo capace di “captare” la passione e l’originalità nelle cose, di apprezzarle e premiarle.

Ciò vale anche per i settimanali?

Sì. L’altro giorno stavo parlando con un mio amico di e-book e di come i libri – i romanzi per Kindle, per esempio – vengono venduti e promossi. L’industria libraria si sta innovando in modo simile a quello fatto da alcuni magazine. Gli editori si sono resi conto del fatto che per vendere libri di carta al pubblico bisogna investirci denaro, fare prodotti più curati e più costosi. I libri devono essere cose belle da tenere a casa, solo in questo caso i lettori sono disposti a comprarli.

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Web covers

Slate e Foreign Policy hanno scelto le loro migliori illustrazioni dell’anno. Le due testate, entrambe del gruppo Washington Post, si fanno riconoscere da anni per la beltà delle cover dei loro pezzi, e questa è una bella occasione per rivederle insieme – e (ri)rileggere gli articoli relativi (come questo: “La faziosità politica è il nuovo razzismo“).

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Rotocalchi su schermo

The Verge è un fantastico sito di news su internet e la tecnologia che ha aperto poche settimane fa. Ecco alcune letture scelte per chi non lo conoscesse e volesse soprattutto gustarsi la sua (rivoluzionaria) grafica: un bell’articolo su KickStarter pieno di multimedia; un pezzo sulla Timeline di Facebook; una storia per immagini dell’iOS di Apple.

Un sito che a mio avviso, insieme ad altri esperimenti solo online, sta secondo rivoluzionando la grafica per le news sulla rete.  Prendiamo The Morning News, magazine culturale, che come The Verge ha modificato la struttura delle proprie pagine web mettendo il flusso di testo al centro della pagina, a dimensioni maggiori, e corredandolo di testi, immagini e video. Il risultato finale è simile a quello che si prova sfogliando una tradizionale rivista cartacea: le parole che si uniscono alle foto, per non appesantire il tutto.

Anche internet sta subendo la stessa innovazione grafica che ha interessato a suo tempo la stampa. All’inizio era il regno del piombo: parole strette e sole, con qualche saltuaria immagine a corredarle; poi le innovazioni tecnologiche hanno permesso di aggiungere materiale alle pagine, ravvivandole e migliorandole. The Verge e Morning News sono tra i maggiori rappresentanti di questa svolta che – a mio avviso – sta interessando l’editoria online e credo influenzerà sempre più testate digitali che, essendo tali, devono puntare alla massima qualità di lettura per l’utente. Non è più tempo per colonnine di testo con qualche foto sparsa come intermezzo, dato che lo schermo permette la fusione tra media diversi. Ne vedremo delle belle.

(Il progetto grafico per The Verge è firmato Code and Theory, studio che ha lavorato anche per The Daily Beast – e si vede -, Dr. Pepper e Vogue. Mica cotica.)

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L’evoluzione dell’agente antisommossa

Dal 1968 al 2011 del movimento #Occupy tante cose sono cambiate. Per esempio, “Occupy” ha un cancelletto davanti non perché è in diesis ma perché è un hashtag in uso su Twitter – due cose che nel 1968 erani sci-fi puro. Tra le cose che si sono evolute, ovviamente, c’è l’equipaggiamento degli agenti di polizia, specie per quei casi in cui piccoli gruppi di forze dell’ordine devono tenere sotto controllo grandi masse di manifestanti. Il New York Times oggi ha pubblicato questo grafico, in cui si vede un poliziotto del 1968, uno del 1995 e uno odierno, e che spiega bene come un semplice uomo possa trasformarsi in qualcosa di simile ai droni di Star Wars.

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Come essere creativi

FastCompany ha realizzato un quiz-guida per scatenare la nostra creatività. Vabbè, direte voi. E vabbè dico io, però è molto bello da vedere. (Qui si vede grande).

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Occupy Wall Street, inventati qualcosa di nuovo

Dear Occupy Wall Street,

Please invent your own 他妈的 iconography.

Thanks!

China

Hat tip The Awl

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Bloomberg Businessweek e le copertine salvavita

AdWeek racconta la rinascita di BusinessWeek, acquistato per un dollaro dal colosso Bloomberg nel 2009, e rinato in appena due anni. Ribattezzato Bloomberg Businessweek, il settimanale è rientrato nel mercato mirano “all’indispensabilità, non alla sopravvivenza”. L’articolo di Dylan Byers si concentra soprattutto su Josh Tyrangiel, il grafico che ha rivoluzionato il giornale creando meravigliose copertine (di cui siamo grandi fan da tempo) in grado di farsi notare nelle edicole e contribuire al ritorno in pista del magazine.

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