Come ti poni davanti al Read It Later?

Ultime news sulla questione longform journalism e nuovi media. Joshua Benton ha scritto un meraviglioso pezzo sul sito del Nieman Journalism Lab su come i “pezzi lunghi” stiano legittimando qualsiasi cosa nelle redazioni giornalistiche. Cose come: abbiamo un pezzo sui migliori ditali del mondo e su come le conchiglie possono essere usate come soprammobile ma abbiamo anche pezzi lunghi, eh!

Benton si chiede: ne vale la pena? I lettori percepiscono davvero questo gap tra le due cose? Per capirlo, ha chiesto e ottenuto da Read It Later (app simile a Instapaper) i dati sull’utilizzo del software da parte dei suoi utenti.

Dati che sono confluiti in questa tabella:

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Il grafico parla chiaro: sulle ascisse (asse delle x) c’è la lunghezza degli articoli (in baso al numero di parole che contengono), sulle ordinate (asse delle y) il numero di articoli salvati. Si può vedere come in molti utilizzino il tasto “read later” non per salvare articoli lunghi e complessi, da leggere con calma ma perché in quel dato momento non hanno la possibilità di farlo. L’app è utilizzatissima per pezzi lunghi qualche centinaio di parole, per esempio.

Un altro elemento da tenere in considerazione è la linea verde, che rappresenta il rapporto tra articoli letti e articoli salvati. Questa diminuisce con l’aumentare della lunghezza degli scritti ma, come precisa Benton, non si tratta di un calo notevole.

Ora, possiamo dire che sempre più persone leggono più pezzi lunghi grazie a strumenti come Instapaper e Read It Later rispetto a quanti ne leggerebbero senza? Certo. Io lo faccio. E se anche il grafico è pesantemente sbilanciata verso i brani più brevi, un’eventuale tabella su tutto il materiale salvabile online premierebbe ancora di più la brevità.

Pare che il processo mentale dell’utente sia più vicino a “Questo me lo leggo dopo” che a “Questo lo leggo dopo perché è molto lungo e ne vale la pena”.

Quindi ci siamo sbagliati? Dipende da come si guarda il quadro. Se si pensa alla globalità degli utenti, allora sì, di sicuro la brevità continua a dominare e il Read It Later viene utilizzato per quello che il suo nome suggerisce (“non ho tempo di leggere questo articolo ora, lo faccio dopo); se invece si pensa ai news junkies, è chiaro che app come Instapaper abbiano cambiato usi e costumi a molte persone. Tra queste, lo stesso Benton, come lui stesso confessa.

2 commenti

Archiviato in giornalismo

2 risposte a “Come ti poni davanti al Read It Later?

  1. Pingback: The Kernel magazine « gootenberg

  2. Non mi è molto chiaro cosa rappresentano l’area blu e l’area rossa: il numero assoluto delle pagine lette e salvate ? ma la scala delle Y è in percentuale.

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