La nuova vita dell’Atlantic Monthly, sul web

L’Atlantic Monthly ha scoperto che il web può salvare giornali di qualità da anni in profonda crisi finanziaria. Prima il restyling del nuovo bellissimo sito e poi, nel 2009, la nascita dell’Atlantic Wire, aggregatore di news con un taglio consono al magazine, hanno reso possibile il miracolo: per la prima volta dopo anni, nel 2011, la società che edita il mensile è in attivo (qui il grafico a torta dei suoi guadagni).

E ora si prepara a una nuova avventura, presentando The Atlantic Cities, altro spazio web. Al grido di “Place Matters”, il compito del nuovo prodotto lo ha spiegato Bob Cohn, che cura l’apparato digitale della rivista (e sta facendo un gran, gran lavoro):

The Atlantic Cities è fatto per chi si interessa degli argomenti e le idee che stanno cambiando dove e come viviamo, lavoriamo e giochiamo.

I tre prodotti: l’Atlantic ‘classico’, The Wire e Cities hanno ovviamente un’anima che li accomuna, spiega Cohn:

La missione comune è offrire un ragionamento concreto in un mondo pieno di bit d’informazione e di stimolare le discussioni più intelligenti nel web.


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