Coding matto e disperatissimo

Io speriamo che me la cavo (foto di Dan Winters dal "New York")

New York Magazine li chiama i “Bubble Boys”: sono ragazzi che stanno dedicando la vita alla programmazione informatica, nella speranza di diventare i nuovi Steve Jobs o Mark Zuckerberg. Passano notti insonni a programmare, lì, ai piedi della Sylicon Valley, oasi di pace nell’Occidente ferito dalla crisi e dalla recessione. Sperano per il futuro e lo declinano in sequenze numeriche e codici, sperando che la bolla non esploda – o esploda fra un po’.

La febbre è tanto alta da spingere Codecacademy a offrire corsi gratuiti di programmazione per aspiranti e-imprenditori, dice Bits del New York Times.

A tal proposito

Affinità e divergenze tra la bolla del 2000 e quella che (forse) verrà.

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