Aol, la cacciata di Michael Arrington e la situazione a TechCrunch

Il team di TechCrunch.

Mg Siegler, blogger di TechCrunch, ha appena firmato un lungo post in cui annuncia “la morte di TechCrunch” come lo conosciamo. Il tutto nasce dal licenziamento del fondatore del sito d’informazione tecnologica Michael Arrington, deciso da Aol (America On Line), azienda che l’ha acquisita un anno fa e recentemente ha acquistato l’Huffington Post.

Ora Siegler attacca la manovra del colosso web direttamente dai bit di TechCrunch, denunciando come nessuno della staff sappia cosa ne sarà del sito: “ne siamo fottutamente all’oscuro”, scrive senza barocchismi.

Il motivo dell’allontanamento di Arrington è CrunchFund, una società d’investimento operante nel settore tech e di sua proprietà, che Aol ha giudicato come un possibile conflitto d’interessi. Il timore è che TechCrunch possa recensire positivamente una società solo perché il fondo vi ha investito.  Siegler tenta però di smontare la teoria, spiegando che

se Mike tentasse di farmi scrivere un post irragionevole su una compagnia su cui ha investito, io riderei di lui. Comunque lui non lo farebbe mai.

Una situazione “offensiva” a cui Aol vuole porre rimedio piazzando al posto di Arrington un suo uomo, eventualità che Spiegel definisce “un fottuto errore”:

se AOL caccia via Mike e prova a piazzare il suo despota, potrebbe non apprezzarne le conseguenze. Potrebbe funzionare ma mai con la stessa precisione che stiamo avendo in questo momento.

Il lungo post si rivela uno sfogo su un argomento molto controverso (il conflitto d’interessi c’è, a nostro avviso – che Arrington sia un santo che non ne sente il peso, questo è un altro discorso) che però è una dimostrazione dell’attaccamento del team a TechCrunch. E del coraggio di Spiegel, che stila una letterina piena di fuck e fucking e la indirizza al gigante AOL, suo datore di lavoro.

update

Arrington si unisce alla polemica proponendo un aut aut ad AOL: mantenere la promessa d’indipendenza editoriale a TechCrunch o ridare indietro il blog ai suoi possessori precedenti.

E così sto scrivendo questo all’ultimo minuto per fare sapere a voi, i nostri lettori, prima che lo sappiate dalla stampa. Non lo so, forse spero che la voce collettiva di milioni di lettori fedeli possa far cambiare idea all’azienda. Forse è ingenuo. Ma vale la pena provare. Lo dobbiamo a Mike.

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4 risposte a “Aol, la cacciata di Michael Arrington e la situazione a TechCrunch

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