Gesù Cristo, hacker

Perché, vedete, alle volte bisogna semplicemente inchinarsi a certo giornalismo di qualità (di gran qualità – è l’Economist) in grado di uscire dal grigiore della cronaca e dell’analisi per darsi all’arte dei titoli. Si tratta di un caso, uno dei tanti, ma il numero in edicola del settimanale inglese è uscito con l’inserto “Tecnology Quarterly”. Tra le chicche che riserva al lettore, un pezzo sul nesso tra Cristianesimo e l’open source.

 

Titolo: “Cosa avrebbe hackerato Gesù”? L’articolo si ispira a un pezzo de La Civilità Cattolica, pubblicazione vaticana, che ha trattato di recente l’annoso argomento.

Un brano, fior da fiore:

“In un mondo votato alla logica del profitto”, ha scritto Spataro (autore del pezzo sulla rivista vaticana, ndr), gli hacker e i cristiani hanno “molto da dare l’uno all’altro” nel promuovere una visione positiva del lavoro, la condivisione e la creatività.

Kudos a entrambi. E al titolista, ovvio.

P.S. E anche un modo di tirare su il morale a chi di voi ha creduto che Wikileaks fosse la svolta del secolo, anzi no, del millennio.

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