Perché Facebook deve temere l’accordo tra Google e Hulu

Hai voglia di vederti un film dei Monty Phyton e ti ricordi di avere un amico fan dei comici inglesi che attualmente lavora in Australia (chi non ha un amico lì in fondo, di questi giorni?). Potrebbe essere un problema insormontabile (la distanza, il fuso orario, il costo del biglietto aereo). Google però ha deciso di reagire fortemente allo strapotere di Facebook e, secondo alcuni rumors, sarebbe l’acquirente misterioso di Hulu, il servizio di video streaming che include film, serie televisive e clip non presenti su YouTube (che è a sua volta di Google). Se la notizia fosse vera — e l’affare andasse a buon fine — le conseguenze sarebbero notevoli: la Grande G avrebbe modo di creare una sinergia tra i due siti di video streaming, innazitutto; e potrebbe potenziare la sua novità anti-Facebook, Google Plus, con Hulu.

Come? Con la funzione Hangout, che consente di creare delle video-chat collettive tra amici di una stessa “cerchia” in Google+. I quali possono anche gustarsi un video assieme, mentre nella parte bassa dello schermo possono vedere le reazioni alla clip degli altri amici. Una serata al cinema, online.

Quest’ultima opzione è già attiva con i video di YouTube ma, come scrive l’Atlantic Wire, immaginarla in un mondo in cui la Grande G possiede Hulu è interessante. Facebook può cominciare a preoccuparsi. Il motore di ricerca ha infatti deciso di usare le risorse da gigante per contrastare l’ascesa di Zuckerberg.

Ecco una schermata di Google Hangout (da notare la somiglianza tra Plus e Facebook).

I numeri ci sono: Google ha già ora più utenti del social network (1 miliardo contro 713,6 milioni, dati ComScore) ma continua a perdere rovinosamente quando si calcolano la media dei minuti di permanenza degli utenti nel sito. In questo caso Facebook domina la competizione: 350,3 minuti contro i 197,4 dell’intero gruppo Google. Il nuovo progetto Plus serve soprattutto ad aumentare la cifra, coinvolgendo il miliardo di utenti a rimanere all’interno del network dell’azienda, una cosa facilitata dalla nuova barra nera, più definita e accattivante. L’obiettivo è il circolo virtuoso in cui l’utente rimbalza da un angolo all’altro dell’universo G: da Gmail a Blogger; da Youtube a Google +.

Nick O’Neill ha spiegato su All Facebook (un blog tutto su Facebook, come si può immaginare) la potenza del network Google, dicendo che il progetto di Plus non è quello di fare scappare utenti da Facebook in favore del nuovo social network. No, il meccanismo è più subdolo. Gli utenti , infatti,

spenderanno solo più tempo nei siti del network di Google. E la ragione è quel grande box delle notifiche in alto a destra di tutti i suoi siti. Mentre navigo sui siti di Google c’è questa spia rossa che spunta di tanto in tanto e cattura subito la mia attenzione. Subito dopo clicco sulle varie notifiche e guardo quello che i miei amici hanno condiviso o chi ha cominciato a condividere le sue cose con me ultimamente.

E il circolo vizioso è servito. Se vi si aggiunge Hangout e il possibile acquisto di Hulu, il risultato è: E ora Facebook che fa? La risposta è giunta in poche ore: Mark Zuckerberg ha dichiarato che il 6 luglio il suo sito presenterà un qualcosa di “awesome“. Secondo il ben informato TechCrunch la novità “fichissima” sarà una video-chat in collaborazione con Skype. Due colossi (l’ultimo dei quali da poco acquistato da Microsoft per 8,5 miliardi di dollari) che reagiscono al risveglio del gigante ferito ma grintoso più che mai.

Non se ne sa molto, comunque: forse sarà possibile solo per gli utenti già iscritti a Skype, forse sarà un componente desktop, “ma è chiaro che ci sarà una profonda integrazione tra i prodotti e, dal punto di vista dell’utente, il prodotto sarà un’esperienza interna al browser”, scrive il giornale online americano.

Ha ragione il Financial Times quando dice che Google Plus “sembra l’inizio di una lunga guerra”: un conflitto che interessa i due giganti della Rete e promette di essere lo scontro finale.

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