Cosa legge Gay Telese in palestra?

È uno degli inventori del new journalism degli anni Sessanta: il suo Frank Sinatra has a cold, pubblicato nel 1966 da Esquire è una delle pietre miliari del genere (con Radical Chic di Truman Capote). Gay Telese, oggi quasi ottantenne, è stato intervistato dall’Atlantic Wire, che gli ha chiesto quali giornali legge. La risposta è: il New York Times, soprattutto.

E ci mette un paio di ore a farlo, “perché lo leggo tutto, ogni sezione”, col zelo del vecchio giornalista che in quella pubblicazione ha cominciato a lavorare appena ventunenne. Oltre a quello, poco altro. Niente Washington Post, “a cui non sono abbonato”. Il New York Observer (l’unica rivista a cui è abbonato — oltre al Times) di mercoledì.

Per il resto passeggia per la città, si fa lucidare le scarpe nella 62a strada da Monica, “credo sia dall’Ecuador”. E poi via in palestra (sì, in palestra) a sfogliare “Vanity Fair o forse GQ”.

Poi si torna da Monica, al negozio di scarpe, e si finisce col New York Post e Daily News. Se li trova al negozio, si concede anche al Wall Street Journal e USA Today.

Niente computer, non lo usa. E nemmeno il telefono.

Solo carta per Gay Telese. Carta, fitness e scarpe lucide.

Add to FacebookAdd to DiggAdd to Del.icio.usAdd to StumbleuponAdd to RedditAdd to BlinklistAdd to TwitterAdd to TechnoratiAdd to Yahoo BuzzAdd to Newsvine

Lascia un commento

Archiviato in giornalismo

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...