There’s a Trademark for that

Ogni prodotto o innovazione di Apple viene subito registrata come marchio registrato. La Mela non si muove di un passo senza mettere il capello ad ogni movimento. Un comportamento giustificato in un mercato in perenne espansione come quello informatico, dove la concorrenza è feroce e Apple deve mantenere lo status di azienda innovatrice e cool.

Ma c’è caso e caso. Da una parte i marchi registrati “classici” come quelli ai nomi dei prodotti: iPhone, iPad, iTunes, MacBookPro, tutti protetti, di proprietà dell’Apple Inc. — ed è ovvio, pura prassi del mercato. Ma scorrendo la lista dei trademark pubblicata nel sito dell’azienda, ci si rende conto che la ® è come una buona cravatta, sta bene con tutto. Come su Aqua®, interfaccia utente; o su Encyclomedia®, CD-ROM enciclopedico di cui ci si ricorda a fatica; o addirittura su FairPlay®, un software il cui nome viene usato spesso nel settore sportivo (Steve Jobs farà causa ai cronisti o si accontenterà che usino la P maiuscola?).

L’Atlantic pubblica una bella carrellata dei più folli trademark made in Cupertino. C’è per esempio THINNOVATION (sic), una parola orribile il cui senso si è perso nel tempo ma che se volete usare, be’, sappiate che non si può: ®. Il gusto di Apple per i neologismi si incontra anche su Vingle®, il cui nome è frutto di una crasi tra Video e Single, scoperto da Apple Insider. Che cos’è Vingle? Un mezzo di trasmissione “per file audio e video in streaming o scaricabili via computer e altri rete di comunicazione”, “provvisto di chat room, bacheche, forum”. Il progetto, del 2005, è stato cancellato. Meglio concentrarsi su iTunes, Logic e GarageBand, devono aver pensato.

Una volta registrate singole parole, passare al trademark di intere frasi è semplice: anche il claim dell’AppStore “There’s an app for that” è di proprietà della Mela; così come il nome del manuale utente “A Comprehensive Study of iLife℠”, che finisce nella lista sotto la categoria “Apple’s Service Marks”.

Ci sono poi dei misteri, come il primo, orribile logo del browser Safari o questo disegno stilizzato dal tratto incerto e inquietante:

Cool Logo: You're doing it wrong

Tale progetto, nato nel 1998 e naufragato nel 2006, prevedeva parte di una suite di tutoriale e software-guida da vendere in un unico prodotto, scrive l’Atlantic.

Questo goffo omino è la migliore rappresentazione del lungo percorso creativo che sta dietro ad un colosso come Apple, fatto inevitabilmente di punti bassi (l’omino con CD ne è un ottimo esempio) e alti, altissimi. Girovagare tra i trademark Apple vuol dire incontrare progetti naufragati, falliti o rivoluzionari. Ed è un modo  di ripercorrere la storia dell’azienda di Cupertino diverso da quello classico, scelto invece da Bloomberg Businessweek per la sua sfilata di “hits and misses” della mela morsicata.

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