Gli uomini sulla Terra

La copertina dell’Economist in edicola è dedicata all’Antropoceno (“Anthropocene“), l’era geologica in cui, secondo Paul Crutzen, stiamo vivendo. La teoria Crutzeniana sostiene che l’intervento umano sul pianeta non può essere considerato superficiale: ormai influenza il corso dei fiumi, la diffusione e la crescita della vegetazione (“Ci sono più alberi nelle fattorie che nelle foreste”) e, tramite trivellazioni su terra e mare, anche ciò che sta sotto i nostri piedi da milioni d’anni. Insomma, l’uomo ha modificato il proprio habitat profondamente, aprendo un nuovo capitolo nella Storia della roccia in cui viviamo.

Vi siete già montati la testa? Calma.

Innanzitutto, spiega Newsweek di questa settimana, l’intervento umano ha ovviamente modificato anche il clima del pianeta. Il magazine USA ci avvisa: se credete che i cataclismi recenti siano eventi eccezionali, rassegnatevi. È solo l’inizio della nostra “nuova” normalità.

Inoltre, anche se Crutzen avesse ragione e l’uomo avesse veramente inaugurato una nuova era, non c’è molto di cui vantarsi. Anche perché gli esseri umani sono sul Pianeta da molto poco tempo. Gli organismi unicellulari, per esempio, ci umiliano.

Dobbiamo mangiarne, di polenta

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