“Delle tette bellissime. E lui si innamorò.”

Dal New Yorker

“Basta Bunga Bunga”, il ritratto di Silvio Berlusconi e l’edonismo made in Fininvest pubblicato nell’ultimo numero del New Yorker, è un must read. Per alcune ragioni: offre un breve e chiaro riassunto delle ultime vicende processual-erogene del Premier, da un punto di vista diverso da quello italiano — dal quale tutto sembra veramente strano, qualora non ve ne foste accorti. E poi c’è un’intervista a Fedele Confalonieri da ritagliare e appendersi in camera. Ecco come il Confa ricorda il “colpo di fulmine” tra Silvio B. e Veronica Lario. Fuoco amico.

Lei recitava Le Cocu Magnifique, opera di un autore belga. “Mi ricordo che c’era una scena in cui lei…”,  Confalonieri mima d’alzarsi la maglia. “E ce le aveva bellissime” mi dice molto realistico. “Delle tette bellissime. E lui si innamorò”.

Il “lui” protagonista di questa storia è Berlusconi, che è il protagonista anche del prossimo spezzone, tratto da Una Storia Italiana, in cui si descrive lo stesso momento appena trattato. Solo con uno slancio vagamente diverso. Da ricordare che al tempo dell’incontro tra i due, il futuro Premier era già sposato con la sua prima moglie, Carla Dall’Oglio.

La famiglia è serena, ma qualcosa nel rapporto con Carla cambia agli inizi degli anni Ottanta. L’amore si trasforma in sincera amicizia. Silvio e Carla, di comune accordo, decidono di continuare la loro vita seguendo ognuno le proprie aspirazioni. (…) Una sera al Teatro Manzoni di Milano, vede recitare Veronica Lario. È subito amore.

(da Una Storia Italiana, a cura di Sandro Bondi, capitolo “L’uomo”, sottocapitolo “Il carattere e la passione”)

E a proposito di amore, Ariel Levy, autrice del pezzo, intervista anche Giuliano Ferrara, che così descrive il suo Idolo — un fil di voce, gli occhi gonfi di lagrime:

Le sue bugie sono come quelle di un bambino: viene sorpreso con le mani nel barattolo dei biscotti e dice “Non ho mai mangiato un biscotto in vita mia”.

Un inguaribile bugiardo: l’uomo giusto per governare.

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