Come Osama bin Laden ha creato i presupposti per la primavera Araba

Mezzobusto

Tra il medievo e il villaggio globale. Osama bin Laden è stato da sempre combattuto tra la propria arrettratezza mentale tipica del movimento salafita, ispirato ai precetti del profeta Maometto, risalenti al settimo secolo d.C., e un forte slancio verso la modernità e la tecnologia. Tutti ricordiamo i video di bin Laden spediti ad al Jazeera e altri network, la capacità di gestire i mass media, addomesticarseli e usarli come mezzo politico.

La tecnologia, infatti, è stata sempre importante per l’ex leader di al Qaeda: anche se il suo rifugio di Abottabad non era collegato a Internet (ragioni di sicurezza) la tv satellitare suppliva alle privazioni date dall’essere “l’uomo più ricercato d’America”, e gli consetiva di mantenersi connesso al flusso di news.

Tra il 1996 e il 1998 il terrorista apolide utilizzò un telefono satellitare comprato a Long Island per coordinare le sue truppe e attaccare due ambasciate statunitensi in Afghanistan. Lo stesso mezzo, con l’aggiunta delle e-mail, è stato il medium dell’attacco alle Torri Gemelle — le cui immagini furono riverberato istantaneamente in tutto il mondo attraverso la televisione. L’Undici Settembre è stata la prima tragedia live della Storia. Un momento televisivo altissimo (sia detto senza cinismo) al pari dello sbarco sulla Luna del 1969. Entrambi sono stati momenti vissuti da una generazione dal vivo: il primo nello stupore e nel terrore generale; il secondo a bocca aperta, sognano lo Spazio profondo.

Terrorista geek

Ben prima che la Primavera Araba ridefinisse il concetto di rivolta popolare dandole un’hashtag e basandosi completamente sul coordinamento via social network, al Qaeda utilizzava i social media per reclutare, istruire e comandare i suoi soldati sparsi per il globo. Per quanto possa sembrare incredibile, al Qaeda ha elaborato per prima le tecniche di organizzazione via Internet che in questi mesi hanno reso possibile le rivolte nel maghreb. Steve Coll nel New Yorker è ancora più drastico, scrivendo che

Bin Laden, per la violenza e il dissenso arabo nell’era digitale, è stato ciò che Adam Osborne è stato per i computer portatili e che Excite è stato per il business dei motori di ricerca.

Un precursore, quindi. Un precursore con un piano diabolico basato sul martirio che per qualche anno ha saputo godere di una popolarità altissima tra le popolazioni musulmane senza nemmeno palesarsi in pubblico; senza creare un movimento politico da candidare alle elezioni (una sorta di Hamas alqaedista) come invece fecero altri nemici degli USA: da Lenin a Castro. No, i precetti di Osama erano lontani dalla politica: prevedevano esclusivamente il martirio contro l’Occidente — ecco il perché del calo di “popolarità” dell’ex saudita presso i suoi ex-fan: bin Laden offriva morte e distruzione, mentre il mondo arabo sentiva il bisogno di libertà che si è manifestato dal marzo 2011.

Osama e il video hanno sempre avuto un ottimo rapporto: sin dal 1988 (anno di fondazione di al Qaeda) lo sceicco curò personalmente video amatoriali centrati sulla sua figura e audiocassette con prediche, discorsi e sermoni. L’obiettivo, già nei primi anni Novanta, era di rendere la jihad virale, diffonderla presso ogni classe sociale, favorendo la duplicazione dei media prodotti da qaedisti. “Due decenni prima di YouTube”, spiega Coll, l’organizzazione terroristica aveva una sua strategia mediale potentissima, che andava dalla “promozione” del gruppo al reclutamento dei volontari.

Un progetto modernissimo che sembrerebbe riferito ad un’azienda della Sylicon Valley di questi giorni, e che invece parla di un gruppo estremistico senza sedi e senza personale fisso. Un gruppo capitanato da un personaggio scaltro, mosso dall’odio nei confronti degli Stati Uniti e i suoi alleati. E che riuscì in un’impresa incredibile (colpire il cuore di Manhattan con aerei americani) e favorì la nascita di dietrologie della serie “inside job”. Storielle che svaniscono quando si capisce chi era Osama bin Laden e cosa era riuscito a fare, apolide, tra le sabbie dell’Afghanistan.

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5 commenti

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5 risposte a “Come Osama bin Laden ha creato i presupposti per la primavera Araba

  1. George Frusciante

    Maometto è vissuto dopo Cristo, non prima🙂

  2. Ora è troppo dire che mi sono confso tra DC (italiano) e BC (l’AC inglese-americano)? Si, lo è, nessuno mi crederà.
    Vostro onore, sono innocente.

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