Beati i secchioni perché erediteranno la Terra

Saranno loro a rubarti i soldi per la merenda

È una rivolta, la rivolta di quelli del primo banco — quelli bruttini e tristi con la camicia a righe sotto una felpa marroncina — un tempo soliti a subire angherie e fare del rimanere a bocca asciutta la propria ragione d’essere. I geeks, i secchioni sfigati, stanno cambiando il mondo. Hanno cominciato a farlo da tempo nel settore in cui per definizione erano gli ultimi: quello della moda; costringendo i fashion victim a dotarsi di occhiali a montatura grossa (e neri — magari con una lente coperta da scotch) per essere cool e non sfigurare davanti alle pollastrelle.

Il destino ha un grande senso dell’umorismo, è evidente. La ribalta geek lascia esterefatti per la velocità con cui si è imposta in tutti i settori più importanti. Un fenomeno vastissimo che parte dalla cosiddetta mafia montessori, l’élite creativa che negli ultimi tempi ha cambiato la nostra vita e di cui fanno parte i fondatori di Amazon, Google, Wikipedia e Sim City. A coniare il termine è stato qualche settimana fa il Wall Street Journal, spiegando come tutti questi geniali imprenditori abbiano frequentato scuole che seguivano il metodo Montessori, fatto di libertà e assenza di voti. L’ambiente ideale per coltivare menti speciali e non annoiarle con le rigidità scolastiche degli istituti tipici, nient’altro che esamifici in cui talento e libertà d’espressione vengono spesso disincentivati.

La mafia montessori è quindi l’emblema di come una formazione libera può generare studenti dalle ampie vedute, una futura classe dirigente che sappia unire creatività e fiuto finanziario. Sono quindi gli studenti più preparati e “avanti” a soffrire delle barriere mentali nelle aule scolastiche: i geek manifestano fin da subito noia e insofferenza perché costretti in un ambiente ristretto in cui i talenti devono stare in gruppo e le volate solitarie sono bandite — se non denigrate.

Alexandra Robbins è l’autrice di The Geeks Shall Inherit the Earth ( I secchioni erediterrano la Terra), un libro-manifesto su come questa nuova classe di persone si sta imponendo ai livelli più alti del mercato — favoriti dal boom del settore informatico e tecnologico.

“Molte delle differenze che escludono gli studenti a scuola sono in realtà le stesse qualità o capacità che altre persone ammirano, rispettano e considerano negli adulti”, spiega la Robbins, il cui libro racconta la vita di sette giovani studenti i cui nomi in codice nascondono un mondo: il solitario, il giocatore di videogame, il nerd, la ragazza appena arrivata, la band geek e la ragazza strana. Ciascuno di loro non è esattamente popolare nella propria scuola, anche se le cose per loro vanno piuttosto bene, visto il momento magico che l’immaginario nerd stan vivendo, complici uomini di successo (Bill Gates, Julian Assange, Steve Jobs), film e serie tv (The Big Bang Theory su tutte) che sono riusciti a trasformare in cool l’anti-cool. Come recita il claim della serie di Sheldon Cooper: Smart is the new sexy.

A proposito di popolarità, la Robbins ritiene sia di due tipi: “la popolarità percepita (basata sulla reputazione) e la popolarità sociometrica (basata su chi è effettivamente apprezzato)”. L’essenza del concetto rimane la riconoscibilità — campo in cui i geek dominano — e l’influenza — in cui invece c’è ancora molto da fare.

Ma qualcosa sta cambiando: le attività tipiche dei secchioni (programmazione informatic, Internet, videogame) sono ormai d’uso comune ed essenziali a tutti — si, anche alle cheerleader. E anche la letteratura geek si sta imponendo, come sottolinea il Time:

C’è stato un tempo in cui — si, cari miei, le leggende sono vere — J.R.R. Tolkien non era cool. Davvero. Davvero poco cool. E neppure i videogame, Spider Man e gli X-Men. C’è stato un tempo, nemmeno tanto tempo fa, in cui potevi essere picchiato dai bulli per essere fan degli X-Men. Non che sia successo a me personalmente. A un mio amico. Un amico di mio cugino, precisamente. Vive in Canada. Non lo conoscete.

Un tempo i geek dovevano aspettare di uscire da scuola per essere apprezzati come professionisti capaci e fidabili; ora è probabile riusciranno a imporsi anche tra i banchi di scuola.

Niente più teste infilate a forza nei water, amici secchioni — yes we can.

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