I problemi (non tricologici) di Donald Trump

Trump testimonial, dal New York Times

Donald Trump sta vivendo un periodo strano. Dopo l’ubriacatura mediatica scatenata dalle sue posizioni sul presidente Obama, che lo hanno trasformato nel leader dei cosiddetti birthers (chi crede che Obama sia nato in Kenya e non nelle Hawaii e quindi non potrebbe essere eletto Presidente degli USA), qualcuno aveva sussurato che il magnate stesse pensando alla candidatura per le prossime presidenziali.

La bolla trumpiana è scoppiata quando la Casa Bianca, due settimane fa, ha reso pubblico il certificato di nascita di Barack Hussein Obama, che risulta nato proprio alle Hawaii –– isole sperdute nel Pacifico ma facenti parti degli Stati Uniti.

Ora arriva la seconda botta anti-Trump: un’inchiesta del New York Times su uno strano tipo di business immobiliare. Pare che il miliardario dai capelli sfottuti da David Letterman (“that think on Donald Trump’s head”) abbia prestato per anni il proprio nome a costruttori  e investitori immobiliari, che lo utilizzavano per marchiare il proprio progetto come fosse di Trump. O quantomeno da lui parzialmente finanaziato.

Il gioco era chiaro: sfruttare il nome di un imprenditore di fama ed enorme successo, che ha enorme fiducia in ampi strati della popolazione, per vendere progetti che con l’interessato non c’entrano nulla. “Donald Trump”, come un brand, veniva comprato e stampato sui cartelloni pubblicitari. E quando qualcuno di questi progetti falliva, gli ingenui investitor scoprivano che il miliardario era toalmente estraneo al business:

Divenne chiaro che Trump aveva essenzialmente affittato il proprio nome ai costruttori e non aveva alcuna responsabilità sul risultato finale, sostengono gli investitori. In tutti casi ha tolto il proprio nome dai progetti, che non sono mai stati terminati. Gli investitori hanno preso milioni di dollari mentre Trump intascava grossi compensi per il proprio nome.

Trecento persone che si erano fidate di Trump lo hanno querelato. Alan Garten, avvocato di Trump, non sembra molto preoccupato dalla causa collettiva: che c’entra il mio cliente, dice, quando è il mercato immobiliare a essere collassato? “Sono solo persone che hanno perso i loro soldi e cercano qualcuno a cui dare la colpa”.

E magari sono nate tutte in Kenya.

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