Una cosa piccola che cambierà il mondo

Paul Braun (al centro), Huigang Zhang (a sinistra), Xindi Yu

La batteria

Ogni batteria è fatta allo stesso modo: composta da due elettrodi (anodo e catodo) collegati tra loro da una sostanza chiamata elettrolite. Quando una batteria si scarica, si consuma un fenomeno chimico piuttosto semplice: gli elettroni elettroni, caricati negativamente, passano dall’anodo verso il catodo mentre gli ioni positivi, per bilanciamento, fanno il processo inverso. “Ricaricare” una batteria significa costringere questi elementi a fare il percorso inverso (per usare una terminologia poco scientifica), ridando potenza alla pila.

Ebbene, il tempo necessario a completare l’operazione, e quindi avere una batteria al 100% di energia, è piuttosto lungo e basato sull’area di contatto tra elettolite e elettrodo. Una batteria ultra-piatta può essere ricaricata molto velocemente, certo, ma ha autonomia bassissima poiché il volume dei suoi elettrodi è limitato. I due valori, essenziali per l’utilità di una batteria, sono inversalmente collegati.

Ricariche ultraveloci

Un circolo vizioso che Paul Braun dell’Università dell’Illinois potrebbe avere vinto utilizzando nuovi materiali. La sua ricetta, spiega l’Economist, prevede dei “pacchetti” di sfere in polistirene unite da nichel che vengono riscaldate, creando delle “spugne” nichelose e a cui vengono applicati altre sostanze, generando una batteria in grado di esaudire il desiderio iniziale.

Il risultato è un’enorme area di contatto tra il nichel, il catodo e l’elettrolite; ma senza perdite significante nel volume del catodo. In altre parole, proprio quello che ordinava il dottore.

La scoperta, pubblicata da Braun sulla rivista specializzata in nanotecnologie Nano Nenotechnologies (qui il saggio — a pagamento), ha fatto immediatamente il giro del mondo, visto l’oceano di possibilità che sembra rendere finalmente navigabile. Questa batterie hanno infatti tempi ricarica dalle dieci alle cento volte più brevi, richiedendo costi di produzione più altri, certo, ma limitati (+ 20-30%).

Braun e i suoi colleghi potrebbero aver finalmente trovato la chiave per la diffusione massiccia delle auto elettriche (che potrebbero ricaricarsi nello stesso tempo di un pieno di benzina).  Una piccola invenzione che può migliorare il mondo e, chissà, archiviare il motore a combustione interna a relitto industriale.

P.S. E si, certo, il vostro iPod si ricaricherebbe in un secondo.

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