Pages, Writer e la scrittura su schermo

Sto scrivendo con il mio iPad, toccando il più precisamente possibile un pezzo di vetro illuminato, per centrare il punto in cui voglio scrivere e schiacciando tasti virtuali. Non è facile farlo.
Chi usa l’iPhone sa che, dopo il primo periodo di smarrimento, risulta facile utilizzare la piccola tastierina digitale per scrivere sms e mail. Sono testi brevi, raffazzonati, nei quali il contenuto prevale necessariamente sulla forma. Mentre gli scritti più lunghi, complicati e da curare, rimangono compito dei classici computer, con i loro mouse e le loro tastiere dotate di tasti direzionali.

Scrivere testi lunghi su schermo, infatti, non è impossibile: è semplicemente masochistico. Ciò vale per gli smartphones, ovviamente, ma anche per i tablet che, pur dotati di tastiere più grandi, rimangono inadatti alla scrittura professionale per molti motivi.

Innanzitutto l’assenza dei tasti-freccia (utilissimi per navigare nel testo), che lasciano spazio al tapping, ovvero toccare direttamente lo schermo sul punto interessato. Un’azione scomoda e difficile: l’iPad, pur avendo la migliore tecnologia touch screen nel mercato, non ha abbastanza sensibilità da permettere all’utente di “tappare” sempre la parola desiderata, per correggerla o cancellarla. In molti casi, simili tap finiscono col portare il cursore in un punto diverso da quello desiderato o per “selezionare” parole intere.
Piccoli disagi che rendendo la scrittura di un pezzo lungo inutilmente faticosa (dopo un paio di tentativi di touch-scrittura, finisce l’effetto-novità e si torna estenuati al computer).

Un altro macigno sulla strada dello scrittore da tablet è la gamma di software di scrittura disponibili. Prendiamo il caso di Pages, app di Apple, tra le più utilizzate e scaricate (7,99 €): si tratta di un prodotto ottimo, che permette di inviare documenti in vari formati, di formattarli e rileggerli facilmente. Il suo tallone d’Achille è la tastiera, che rimane quella tradizionale dell’iPad, e non è stata ripensata per le diverse esigenze di un tabscrittore: una tradizionale Qwerty con il classico tasto (in basso a sinistra) per aprire il tastierino alfanumerico. Nulla di più.
E buona fortuna a chi deve scrivere tremila battute senza rischiare la crisi isterica tra: il terribile auto-correttore grammaticale (fonte inesuribule di non sense linguistici — da disattivare subito); la già citata assenza di tasti direzionali; e la barra per l’editing di testi fin troppo ricca, fonte di distrazione, e molto usa ad andare in tilt.

Pages vorrebbe essere il programma d’editing per tablet definito, capace di offrire le stesse opzioni della sua versione non mobile o di Microsoft Word.
Ma siamo sicuri che un tablet (specie della prima generazione) abbia bisogno di un’app simile, capace di tutto e il contrario di tutto? In un’ambiente fragile come quella del touch screen ogni aggiunta può disturbare e confondere, risultando effettivamente inutile e dannosa. Non è forse preferibile un software scarno e basilare come TextEdit o SimpleText?

Writer, l’uovo di Colombo
“Gli editor di testi tradizionali ci trascinano in un vortice caotico” che “porta al blocco dello scrittore”. Di chi sono queste parole sagge? Del team di Information Architects, società giapponese che ha rivoluzionato la scrittura su tablet con Writer (0,99 €), applicazione per iPad che rende Pages soltanto un brutto ricordo.
Pochi i loro assunti iniziali. Semplici ma geniali:

1) Innanzitutto, permettere di concentrarsi sul testo e nient’altro, eliminando corsivi, grassetti e tutto ciò che toglie il focus da quel che conta davvero: il testo. Writer dispone di una sola font (Nitti Light, simile alla Verdana), progettata da Bold Monday per la lettura su schermo. Carattere e dimensioni sono prestabilite e non modificabili.
“Con Writer — recita la sezione About dell’app — tutti i tuoi pensieri vanno a quel che scrivi, non a come appare quel che scrivi.”

2) “I numeri di pagina funzionano bene negli oggetti fisici, dove sono tangibili, ma non hanno senso per il testo digitale”. Writer visualizza il testo come un flusso continuo la cui lunghezza viene calcolata sul numero di parole (niente conteggio dei caratteri, peccato) e sul tempo necessario a leggerlo. Goodbye, paginazione.

3) Information Architecs ha progettato Writer pensando al cosiddetto “blocco dello scrittore” e con l’ardito proposito di risolverlo. Focus Mode è l’opzione che vuole garantire la massima concentrazione dell’utente sul testo, eliminando tutti gli elementi di distrazione che sommergono l’utente con input indesiderati e caotici. Focus Mode, attivabile toccando il lucchetto in alto a destra sulla barra principale, mette in evidenza le ultime tre righe del testo, sfocando tutto il resto. Difficilmente potrà “sbloccare” gli scrittori ma ne favorisce la concentrazione. (D’altronde il blocco dello scrittore è un malanno antico. Prima dei computer era imputato al panico da foglio bianco.)

4) A rendere Writer un must è la tastiera rimediata per il nuovo medium: un gioiello che risolve i maggiori problemi del touch writing (di cui abbiamo già accennato), grazie ad una barra posta sopra alla Qwerty, che contiene i segni d’interpunzione più comuni (-;:”‘ e le parentesi), pronti all’uso con un semplice tappata; e due paia di tasti-navigazione che sostituiscono bene le frecce direzionali: com i tasti a sinistra è possibile scorrere il testo di parola in parola; con quelli a destra di carattere in carattere.

http://vimeo.com/18777877

Come non averci pensato prima?

***

Writer serve a scrivere. E basta. Una volta finito il proprio lavoro, si può trasferire il file su un editor come Pages per formattarlo, inserendovi corsivi e quant’altro. Pages insomma diverrà il camerino delle vostre parole, il luogo dove presentarle al meglio dopo averle pensate e scritte.

Un’ultima cosa: se, mentre starete formattando il vostro testo con Pages et similia, vi capitasse di dover correggere qualcosa, provate a farlo con quello stesso programma. Sarà dannatamente difficile e scomodo. La tentazione, ancora una volta, sarà di spedire tutto al vostro laptop e lavorarci alla vecchia maniera.
Ma non temete, non ce n’è più bisogno: ora c’è Writer.

(Scritto su Writer — e ci mancherebbe.)

8 commenti

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8 risposte a “Pages, Writer e la scrittura su schermo

  1. George Frusciante

    link?

  2. George Frusciante

    Su [http://www.apple.com/it/ipad/from-the-app-store/pages.html] si legge “Se hai molto da scrivere, puoi anche collegare una tastiera wireless Bluetooth.”🙂

    • Lol! Della serie “non prendetevela con noi”…
      Cmq la tastiera esterna è l’ovvia soluzione finale, il punto del post era come Writer ha reso più user friendly la tastiera di iPad.

      Al massimo, comunque, rimane sempre la Bic.🙂

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