“Facebook chiuderà”: come un falso diventa paranoia collettiva

Esempio di articolo di "Weekly World News"

La Rete, questo crogiuolo di persone da tutto il mondo, con i loro interessi, le loro frustrazioni e speranze.

Oh, dimenticavo: e con i loro difetti.

Weekly World News è un magazine americano noto per distribuire notizie incredibili, paranormali (immaginate Cronaca Vera diretta da Roberto Giacobbo), dal retrogusto umoristico-satirico: i cosidetti hoaxes — famoso quello scritto da Mark Twain sul ritrovamento di “un uomo pietrificato”. Un prodotto simpatico e di successo, che ha vissuto nuova gloria con l’avvento di Internet, terreno popolato di nerd assettati di sci-fi comica.

Uno degli ultimi “scoop” di WWN ha creato però un terremoto tra gli internauti più ingenui: nulla di paragonabile al caso de “La guerra dei mondi” (trasmissione radio di Orson Welles che convinse molti americani dell’effettivo sbarco degli alieni sulla Terra) ma un bel esempio di panico collettivo via web.

L‘articolo di WWN incriminato spiegava che Mark Zuckerberg, boss di Facebook, ha deciso di chiudere il suo social network (che pochi giorni fa è stato valutato 50 miliardi di dollari) per “eccessivo stress”. Eccone uno stralcio:

“Facebook è andati fuori dal nostro controllo”, ha detto Zuckerberg durante una conferenza stampa fuori dal suo ufficio a Palo Alto, “e lo stress creato dall’amministrare l’azienda mi ha rovinato la vita. Devo porre fine a questa follia”.

Dall’oggetto e il tono della notizia — e dal contesto in cui è inserita — non si fa certo fatica ad annusare la gag. Ma questo non vale per tutti, a quanto pare. La data del fantomatico suicidio del social network, fissata per il 15 marzo, è subito rimbalzata lungo il web; durante il tragitto, come nel gioco del telefono senza fili, la notizia si è trasformata, ha perso lo smalto ironico e ha convinto molte persone. Non vorremo dilungarci sullo fragile stato mentale di queste “vittime” (devono essere gli stessi che hanno reso ricca Wanna Marchi) ma evidenziare il circo mediale che si è creato in poche ore:

  • l’Huffington Post ha coperto il fatto trattandolo come un rumor dalla fonte sconosciuta (“Non è chiaro come sia iniziato, ma un rumor ridicolo sul fatto che Facebook chiuderà sta circolando tra i social network”);
  • ci pensa Slahgear a spiegare l’accaduto con chiarezza, richiamando la fonte non proprio degna da Pulitzer;
  • lo stesso ha fatto Gawker che parla di “Facebook Apocalypse” e pubblica una serie di tweet e stati Fb di utenti terrorizzati dalla fine del social network. Ovvero, come una menzogna incredibile diventa la notizia del giorno.

via Gawker.com

Ulteriore conferma del panico collettivo (e della semplicità con cui questo sentimento si espande tra i gangli di Internet) sono i dati di Google Trend dell’otto gennaio (la data in cui la burla ha raggiunto il picco): la chiave di ricerca “is facebook shutting down” è a livelli “vulcanici” e tra le più hot della giornata.

A riportare un po’ di sanità mentale in questo cataclisma di creduloneria ci ha pensato Facebook stesso con un tweet magistrale.

via Gawker

E la bolla è scoppiata. Fino alla prossima inutile isteria di gruppo, ovviamente.

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