C’è crisi anche per la spam

I botnet sono reti costituite da migliaia di computer collegati tra di loro e governati da un’unica entità, il cosidetto botmaster. I botnet sono utilizzati soprattutto allo scopo di danneggiare altri sistemi informatici. Una di queste reti, detta Rustock, consta di 150.000 computer. Nata nel 2006, si è espansa in un brevissimo tempo ed è stata in grado di spedire per anni 30 milioni di messaggi spam al giorno. Diciamo “è stata in grado” poiché, a quanto pare, Rustock è sparita, ha smesso di funzionare.

Il giorno della sparizione è quello di Natale e con Rustock sembrano essere scomparse (o notevolmente ridottesi) altre due reti simili, sempre legate alla spam: Lethic, scomparsa il 28 dicembre e Xarvester, il 31.

Questo bizzarro fenomeno rappresenta l’epicentro di un terremoto che sta scuotendo il mondo della spam e del phishing da agosto scorso, mese nel quale il giro di mail indesiderate ha cominciato a precipitare senza sosta, raggiungendo il baratro proprio in questi giorni di festa. Anche Symantec, azienda leader nella protezione informatica, sembra scossa e quasi imbarazzata da questa imprevista ma piacevole “crisi” del settore spam. “Le persone che comandano queste reti sono forse andate in vacanza?” si chiedono non nascondendo una certa meraviglia per il fenomeno.

Che è successo? Domanda complicata, alla quale è difficile rispondere per la natura misteriosa e clandestina di questi network e perché i fatti sono appena avvenuti. Non resta che aspettare il prossimo State of Spam & Phishing Report curato da Symantec per scoprire che ne sarà della spam. Nel frattempo, come già detto, il modo migliore per difendersi da queste mail nocive è il più semplice e banale: state attenti.

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