Cosa salverà il giornalismo dal web? Internet

Mike McCue, CEO di FlipBoard, il lettore di news eletto “app dell’anno” su iTunes, in un’intervista al Los Angeles Times, ha parlato dell’influenza negativa, pestifera che Internet avrebbe nei confronti del giornalismo. Due mondi, distanti, diversissimi, che si sono uniti — soprattutto per volere del secondo — per motivi economici. Una partnership che però rischia di uccidere il giornalismo, secondo McCue, e che nonostante le possibilità di guadagno che concede ai news media, rischia di contaminarlo con elementi alieni e alla lunga danneggianti.

Il problema del giornalismo online di oggi è che è stato contaminato dalle caratteristiche del web. Voglio dire, i giornalisti sono stati costretti a fare cose come gli slide shows — una cosa che serve ad attirare l’attenzione sulla pagina. Gli articoli stessi sono condensati per contenere colonne di testo in 5, 6, 7 pagine, e le pubblicità che sono davvero una fonte di distrazione per il lettore (…). Il giornalismo si è spinto in uno spazio dove non sarebbe dovuto andare, nel quale cerca di adattare il modello di monetizzazione web (…). E così ora vediamo l’abbandono del giornalismo degli articoli lunghi, perché sono più difficili da monetizzare. Ed è anche più difficile presentare una cosa più lunga e pesante al lettore poiché nessuno vuole aspettare quattro secondi per caricare una singola pagina.

A soccorrere il giornalismo, altrimenti perso nel www, accorrono i tablet come iPad. Nuove tecnologie che “resettano” l’esperienza della lettura di news online, smussandone tutti i particolari che la stavano rendendo impossibile. Come abbiamo già detto, progetti come FlipBoard e Pulse (che rimane il preferito di Gootenberg, anyway) stanno davvero cambiando la lettura. Ispirandosi al cartaceo dei giornali — l’origine di tutto — e non ai loro siti, tempeste di ads senza senso in cui la distrazione si trasforma da accidente a cifra estetica. Il futuro? “Spogliare” i news media dei banner epilettici che spopolano sul web e ridare alla parola e alla qualità della scrittura il peso che ha da sempre avuto, ma che nel web è spesso sacrificato al tutto-subito-veloce.

Ecco ancora McCue:

Dobbiamo dare ossigeno ai contenuti e fornire alla pubblicità stile magazine l’opportunità di fiorire. Vogliamo permettere alle persone di condividere tutto ciò attraverso tutti i social network e portare le persone a retweetare e linkare sempre più. C’è anche la grande opportunità di creare notizie interattive — che puoi quindi toccare. Riguardo questo la situazione si è un po’ bloccata per via del Flash, dato che Flash non è supportato dalla piattaforma Apple. Ma l’HTML5 risolve molti di questi problemi — ci si possono fare grafiche in 3D e touch-sensitivity — in una singola pagina.

E il futuro, secondo FlipBoard, è proprio nell’HTML5, un sistema che potrebbe rivoluzionare, neiprossimi anni, i tablet e le modalità di lettura e fruizione di news. Una piccola rivoluzione alla quale McCue è preparato e, dice, “sarebbe ottimo se potessimo averci influenza”. Di sicuro, visto l’eco che l’app ha avuto e le migliorìe che gli update le stanno apportando, FlipBoard rimane “sul pezzo”. In prima fila per salvare — ebbene si, salvare — il giornalismo dal fuoco amico del web.

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