Come volevasi dimostrare: “Anonimi hooligan vigliacchi”

L’Economist di questa settimana affronta il fenomeno dell’hacktivism. Gootenberg è fiero di poter affermare che l’editoriale in questione tocca gli stessi punti di di questo nostro post di una settimana fa, nel quale avevamo espresso opinioni poco comuni in questo periodo in cui l’attenzione nei confronti di Wikileaks si è trasformato – à la italienne – in una forma di culto nei confronti di Assange il Liberatore.

(…) I dimostranti meritano quindi protezione solo se si mantengono identificabili. Alcuni paesi (come la Germania) proibiscono addirittura ai manifestanti di indossare maschere. Quelli che protestano nel cyberspazio, invece, sono di solito anonimi e non rintracciabili. La natura degli attacchi DDOS toglie loro il diritto a questa protezione; i loro anonimi perpetratori li fanno sembrare hooligan vigliacchi, piuttosto che degli eroi.

(continua su economist.com)

Un articolo che ricorda quello della settimana scorsa, dove si sbertucciavano i matti che definiscono il fondatore di Wikileaks “un terrorista” e si parlava del rischio “digital Afganistan”

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