Openleaks, una falla in più

Julian Assange con, a sinistra, Daniel Domscheit-Berg. (Credit: Jacob Appelbaum)

L’ex portavoce di Wikileaks Daniel Domscheit-Berg sta guidando la carica dei ribelli dell’organizzazione guidata da Julian Assange. Secondo quanto anticipato dalla CNN, la loro nuova creatura sarà online oggi e si chiamerà Openleaks. Il nome rivela una forte assonanza con il progetto-madre ma nasconde un’anima diversa, soprattutto a livello d’agenda giornalistica.

Domscheit-Berg infatti ha lasciato WIkileaks lo scorso settembre, pur essendone uno dei volti più noti: i motivi della sua fuoriscita sono da rintracciare nei leaks sull’Afganistan, che generarono molto malcontento all’interno dell’organizzazione. Il transfugo parlò anche del carattere “dispotico” di Assange, solito a interpretare come “sleale” ogni proposta diversa dal solito all’interno di Wikileaks:

“Siamo stati sotto una pressione folle in questi mesi. Ci sono stati degli sbagli, che può capitare: basta che dopo la gente impari. Però bisogna ammetterli. (…) “Ho provato molte volte a insistere, ma Julian Assange reagisce a ogni critica accusandomi di disobbedienza e slealtà al progetto. (…) C’è molto scontento, e altri come me verranno via.”

Il nuovo progetto nasce come risposta collettiva a quello che i “ribelli” del sito vedono come un regno personalistico, “troppo focalizzato su una persona”, come spiegato dall’ex socio di Assange alla televisione svedese SVT.

Lo spin-off

Il logo di Openleaks

Inoltre, la nuova organizzazione lavorerà in modo differente. Imparato sul campo ciò che va e ciò che non va su Wikileaks, l’obiettivo di Openleaks è quello di aggiustare il tiro e funzionare in modo diverso, per non incorrere negli errori fatti in passato — e che hanno portato alla scissione.

Come spiega Domscheit-Berg in una mail alla CNN, la nuova organizzazione continuerà ad esistere per permettere alle persone di depositare materiale riservato in modo anonimo, allo scopo di consegnarlo ai mezzi di informazione per renderle pubbliche. Ma alla differenza di Assange&Co., il tedesco e i suoi soci non li pubblicheranno interamente sul sito ma li proporranno a varie testate giornalistiche o organizzazioni non governative, le quali potranno scegliere i documenti tra quelli proposti. Openleaks, quindi, agirà in modo diverso, come spiega Domscheit-Berg a Forbes:

Vogliamo essere un intermediario neutrale. Non pubblicheremo nulla, è una cosa totalmente diversa, nessuna organizzazione regge da sola tutto il carico di lavoro.

Inizialmente l’organizzazione avrà una partnership con cinque quotidiani internazionali, ma il progetto è quello di aprirsi il prima possibile a ONG, sindacati e altri news media. Ma che fine faranno le news che i giornali sceglieranno di non pubblicare? Dopo un tempo prestabilito il materiale può essere proposto ad altri media oppure reso pubblico, per evitare di essere complici della creazione di un oblio online.

Questo spin-off di Wikileaks è solo una delle mosse del tedesco: a gennaio uscirà in Germania un suo libro, Inside Wikileaks, che si propone di illuminare l’antro buio del sito di Assange, illustrandone la storia, il funzionamento e fornendo una sorta di biografia non autorizzata del suo leader, al quale la presentazione del libro riserva l’immancabile stoccata:

Da quando Domscheit-Berg e altri hanno lasciato l’organizzazione, è Julian Assange l’unico potente sovrano di questo potente strumento.

E Wikileaks?

Il tedesco non si è risparmiato nemmeno sul hot topic del momento, la polemica seguita al cablegate, le accuse di stupro e l’arresto di Assange. Domscheit-Berg ha le idee chiare e polemizza:

Se predichi trasparenza agli altri, devi cercare di essere trasparente anche tu. Devi impegnarti a soddisfare gli stessi standard che ti aspetti dagli altri, ed è proprio su questo aspetto che filosoficamente la direzione mi sembra cambiata.

Astio, nemmeno tanto tra le righe. La replica di Wikileaks arriva ma delude gli appassionati del botta-e-risposta energico e vendicativo, con Kristinn Hrafnsson che non commenta la spaccatura del gruppo e l’attrito tra i due ex-amici. Anzi, saluta con entusiasmo Openleaks spiegando che “più siamo, meglio è”.

 

update 11/01/2010 Dopo quasi un mese dall’annuncio (e dal nostro post) Openleaks è ancora solo un sito con la scritta “Coming Soon!“.

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