I migliori (e peggiori) giornali per iPad

 

Pagina d'apertura dell'app del "Financial Times"

Il concetto di mobile news sta scatenando la creatività dei studi di grafica di tutto il mondo. Ne sono un esempio la versione iPad di Wired Usa (o l’italiana la vita nòva — si parla di approfonditamente di entrambi qui), che ha trasformato la rivista adattandola veramente al nuovo medium; o l’app di Slate.com che fa della semplicità il proprio punto forte. Seguendo questi e altri esempi illuminati, recentemente, molti altri storici giornali sono approdati sull’AppStore: il Washington Post, il New York Times (che ci aveva già provato con il discutibile “Editor’s Choice”, poi cassato), il Financial Times e il Washington Post — che è probabilmente la migliore tra tutte.

 

Pag. d'apertura dell'app del "Washington Post"

I ritardatari

Questo è il gruppo di testa. A seguire, il “gruppone” di news media un po’ più disordinati (o con meno disponibilità economiche), che non è ancora sbarcato su App o, se l’ha fatto, vi è presente con la sola versione per iPhone. Vediamoli.

The Independent offre un’app per iPhone piuttosto scomodo e bruttina, in cui ogni aggiornamento diventa un numerino pop-up che aumenta di volta in volta (appena scaricata e avviata mi segnava più di 200 “aggiornamenti”, eliminata su-bi-to).

Stando sempre in zona british labour, il Guardian sembra non avere una particolare fretta nel piazzarsi nel business delle App. Da un lato, quello iPhone, offre un prodotto mediocre — guardian.co.uk per cellulare, con un’organizzazione grafica banale e già datata — ad un prezzo relativamente folle: 3,99 €; dall’altro, sfrutta il grande display del tablet con un’app solo fotografica, Eyewitness, gratuita e molto curata. Un gioiellino fotografico con didascalia e commento tecnico. Forse l’iniziativa è un’apripista sperimentale per l’app ufficiale di news Guardian? Se fosse così, potremmo aspettarci qualcosa di davvero speciale.

“Ma si nato in Italy…”

L’Italia vanta la già citata app del Sole 24 Ore, la vita nòva, che appartiene a quel genere di prodotti che segna la strada rimanendo un modello per molto tempo. Ma non basta.

Repubblica, per esempio, accontenta gli utenti iPhone con la sua versione mobile (nient’altro che la versione del sito con la possibilità di leggere gli editoriali dell’edizione del giorno) e seduce gli iPad con Repubblica+, app gratuita che permette la lettura del quotidiano tramite abbonamento. Se i primi tre giorni sono free, per il resto le tariffe prevedono 19,99€ per il mensile e 179,99€ per l’annuale. Manca la possibilità d’acqistare una singola copia e a volte il reader “sfoca” le pagine. Da aggiustare.

Il Corriere segue la stessa linea del quotidiano di De Benedetti, con lo stesso identico tarifarrio.

Terra, quotidiano ambientalista, opta invece per il free: scaricata l’applicazione è possibile leggere il quotidiano senza oneri — almeno per ora — e piuttosto facilmente.

L’Espresso e Internazionale offrono buone soluzioni, con un reader di qualità e prezzi contenuti: nel primo caso è possibile l’acquisto singolo (2,99 € a copia), anche se conviene di più l’abbonamento mensile o annuo; la seconda è un’ottima app che permette il download gratuito dei numeri passati e l’acquisto a modico prezzo (1,50 €) di quello in edicola.

In tutti questi casi, le possibilità multimediali del tablet non vengono sfruttate particolarmente. C’è ancora molto da imparare dagli USA.

Ma veniamo alle app brutte made in Italy. Partiamo da quella del Fatto Quotidiano, giornale che ha da poco compiuto un anno di vita e il cui sito internet è ancora in fase beta (queste sono attenuanti): l’app gratuita è legata al sito, decente ma solo per iPhone. Ce n’è poi un’altra, free e per iPad, che pare non sia “ufficiale” — e comunque è oscena. C’è quindi molto, molto da fare. Quella “per abbonati” non l’ho potuta testare, non essendolo.

Ma è l’Unità, ex quotidiano del Pci e ora nell’orbita del Partito Democratico, a deludere. E molto. L’app è stata lanciata da poco e questo è quanto. Brutta, povera e raffazzonata.

 

Schermata dell'app "l'Unità"

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