Cose che sono state uccise da Internet

Un computer del 1967

Internet ha rivoluzionato le nostre vite, apportando un incredibile numero di innovazioni e scoperte fino a vent’anni fa impensabili. Ma nel suo cammino evolutivo il web ha anche “sterminato” elementi del passato, rendendoli del tutto inutili o obsoleti.

Ne parla Newsweek con uno slideshow che sa tanto da epigrafe collettiva, scorrendo la quale si ritrovano vecchi protagonisti delle nostre vite: dagli oggetti come le lettere cartacee e le polaroid ad alcuni valori, come la “civiltà” (distrutta dall’abuso dell’anonimato online) o il rispetto per i fatti, messo a repentaglio dalle mille teorie cospirazioniste e fantasy che albergano in Rete. E poi, ancora, le enciclopedie (rimediate in chiave 2.0 da Wikipedia), i peepshow (e tutto il sottoterra porno-osé a pagamento, estinto dalla pornografia free o pay) e l’ormai antico elenco telefonico.

La nuova concezione di verità nel web (via Newsweek)

Anche il concetto di vacanza è cambiato con il web: certo, non è finito, ma il fatto di poter consultare in qualunque momento e luogo la propria casella e-mail crea un legame sotterraneo aggiuntivo tra il lavoratore in vacanza e il proprio mestiere. Un tempo, in vacanza alle Mauritius, si rimaneva isolati dal mondo e dai colleghi (che di certo non chiamavano, viste le tariffe telefoniche intercontinentali); oggi gli uffici si sono estesi per tutta la superficie del globo. Trovare pace, “staccare”, è sempre più arduo.

Anche il Compact Disc non se la passa bene, ferito gravemente dagli mp3 e dai costi sempre più competivi degli hard disk, ormai in grado di contenere centinaia di gigabyte ad un prezzo contenuto. Quando la Apple ha rilasciato l’ultima versione di iTunes, la 10.1, ne cambiò il logo togliendo il cd-rom, ulteriore prova del fatto che i dischetti argentati avranno vita breve.

Tra le vittime più illustri c’è ovviamente la privacy. Newsweek analizza il problema citando la disavventura di una giornalista, Jessica Bennett:

Quando chiese ad una compagnia che si occupa di difesa della privacy online di scoprire tutto ciò che riuscivano su di lei, l’azienda scovò il suo Social Security Number (SNN, codice a 9 cifre assegnato ad ogni cittadino americano per motivi fiscali-lavorativi, nda) in mezz’ora. (…) Gran parte delle informazioni che la società trovò su di lei cercando il suo nome, era totalmente falsa.

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