Le priorità umane viste dal web

Dall'Economist

Non è un pensiero, è un bisogno. A volte sembra un’ossessione. Non stupisce quindi che il sesso, sex, sia da sempre la parola più digitata e cercata sul web – la sua colonna portante, dice qualche disfattista – e che di conseguenza la sua URL di riferimento (www.sex.com) sia stata recentemente aquistata per circa 13 milioni di dollari. Possedere quell’indirizzo web è importante e remunerativo, essendo un luogo di passaggio quasi “obbligato” per milioni di persone. Sex.com (e porn.com, terzo classificato con un valore di 9 milioni di dollari) sono l’equivalente in Rete dello Stretto di Gibilterra per gli antichi romani: un luogo mitico, misterioso ed essenziale per il dominio dei mari. Strategico.

Nella classifica dei domini Internet più “preziosi” la prima posizione è quindi elementare, ma anche quelle che seguono rivelano interessi e pulsioni umane nascoste o sottovalutate. Si tratta di una classifica che al di là del peso economico-finanziario risulta interessante come specchio di una società la quale, nascosta dallo schermo del computer, dà libero sfogo alle sue pulsioni.

Subito dopo porn.com ecco diamond.com, un orribile sito che vende pietruzze preziose e precede slots.com, piccolo casino online (nel quale cercare i soldi per i diamanti – presumo sia questa la logica). Poi ecco toys.com e clothes.com, giocattoli e vestiti che preludono ai desideri gastrici: prima la vodka, poi le caramelle. Per sbronzarsi dolcemente.

Il fatto che questi domini siano dei tesori informatici, è una conseguenza del meccanismo che fa funzionare i motori di ricerca. È ovvio che chi vuole sapere qualcosa sulla propria carta di credito, digita il suo nome (Mastercard, Visa e così via); ma chi crea un dominio come creditcards.com (che vale più di due milioni di dollari) lo fa sapendo che sarà uno dei primi risultati dati dal motore di ricerca. E questo significa un altissimo numero di visite. E soldi.

Se si nota, infatti, nessuno dei siti della tabella è il più famoso nel proprio settore: shopping.de non è nulla al confronto di eBay o simili; Fly.com deve vedersela con Ryanair.com et alia; e così via. Nella maggior parte dei casi, anzi, questi siti sono siti-fantasmi, che solo da vetrina e da ricettacolo di visite e ads. Sono esche gettate nel web da abili pescatori, grandi conoscitori dei desideri umani.

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