La spam siamo noi

Immagine dall'Economist

“La spam scomparirà nel giro di due anni”, disse Bill Gates nel “lontano” 2006. Non che le condizioni delle nostre mailbox siano nel frattempo peggiorate, anzi, ma di certo l’idea di non ricevere mail da estranei su argomenti a noi poco affini è tuttora molto, molto lontana. Ancora oggi innumerevoli mail anonime impollinano gli account mail di tutto il mondo, con i loro messaggi di pace, aiuto o false promesse (economiche o erettili), tanto che i maggiori servizi mail si sono muniti già da molto tempo di una cartella dedicata a questa e-spazzatura, il tastino spam, croce e delizia di ognuno di noi.

“Sausages&Spam”

Un fenomeno come la spam (il cui bizzarro nome deriva da un’indimenticabile sketch dei Monty Pyton, questo, nel quale il menù di una tavola calda offre pietanze solo a base del misterioso “spam”) ha da sempre caratterizato la posta elettronica, riscuotendo sin da subito un “successo di pubblico” incredibile. Anni fa, agli albori del fenomeno, era quasi ovvio che centinaia di migliaia di persone credessero alle sue assurde good news, anche se contenute in mail misteriose, anonime e ricevute senza un preciso motivo. Il web era neonato e fra i suoi membri (come tra quelli di una qualsiasi comunità estesa) non mancavano di certo ingenui, gli stupidi e i creduloni. O persone bisognose, disperate, sole. La spam, fin da subito, ha saputo far fruttare il target di pubblico “giusto”, diffondendosi in breve tempo. Come un batterio, un virus, che usa le debolezze umane per veicolarsi.

Spam has no end

Ma oggi? Dopo tanti anni di esperienza, il ricordo di migliaia di persone truffate, derubate da questa junk mail, che futuro ha la spam? Nessuno, verrebbe da dire, se fossimo così illusi da pensarci infallibili. Eppure, come spiega l’Economist, la spam è viva e lotta in mezzo a noi (soprattutto contro di noi). E proprio come i virus, che mutano periodicamente per difenderci dai vaccini, anch’essa sta mutando e colonizzando territori nuovi, da poco scoperti e quindi popolati di “nuove vittime”. Messenger (ormai demodé – e non a caso), Skype e i social network come Facebook e Twitter rappresentano un ambiente ottimale per gli spammers, che possono contare su un enormecampione di potenziali vittime (mezzo miliardi per FB, più di 100 milioni per Twitter) e sulla scarsa preparazione di gran parte dei loro iscritti.

Chiedersi come faccia la spam a continuare ad esistere è come domandarsi come fanno molte persone a scomettere soldi sul gioco delle tre carte o a pagare per avere i numeri del Lotto “vincenti” da un’inquietante fattucchiera dal sesso indefinito. Wanna Marchi e simili non esisterebbero se non esistessero i loro clienti; per la stessa regola, chi invia ogni giorno milioni di junk mail non lo fa per una perversione morbosa o per piacere, ma perché gli conviene. Finché ci saranno persone che credono di poter “allungare” il proprio membro magicamente, procrastinando di qualche ora il proprio orgasmo semplicemente cliccando un simpatico bottone, la spam trionferà.

Sarà per questo che, nonostante tutto questo, gli spammer fanno ancora incetta di gonzi ogni giorno. Come nota Kevin Kelly (fondatore di Wired, di cui abbiamo già parlato)

Se tu non sapessi nulla su Intenet e stessi cercando di capirci qualcosa, potresti concludere ragionevolmente che è stato progettato per la trasmissione di spam e pornografia.

Spam e porno. Binomio azzeccato: non a caso l’uno sfrutta l’altro per diffondersi.

Se la spam fosse la carriera dei Rolling Stones, la pubblicità "enlarge your penis" sarebbe "Satisfaction". Classic and evergreen

La spam non finirà mai, essendo una truffa. E il truffatore, si sa, è fra i mestieri più antichi del mondo. Anche la figura del truffato è un qualcosa di mitico, arcaico: tutti siamo truffatori e truffati, lo siamo stati e lo saremo per sempre. Discutere sulla “fine della spam” è quindi capzioso e toglie la concentrazione dal problema originario: bisogna stare attenti.

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