L’eterna lotta tra Google e il Copyright

Google è sommersa di cause per violazione del copyright. Ciò non deve stupire, visto che il web moderno sembra restìo ad accordarsi con le classiche logiche di mercato. Non è di certo un caso che a le prime iniziative atte a scalfire il molloch del Copyright sono nate dopo l’avvento della Rete (copyleft e creative commons su tutte). Le potenze in gioco, di forza enorme ma opposta, si scontrano da anni. E da anni governo, enti e cittadini cercano un compromesso tra le parti.

Se si aggiungono alle noie legali, la concorrenza spietata di Facebook (altro colosso che sta “rubando” i migliori dipendenti alla Big G), di Bing, motore di ricerca Microsoft e l’aura da “capro espiatorio” che Google ha da sempre, in quanto simbolo-icona di tutto il web (specie per i neofiti), si capisce la sequela di iniziative a difesa del diritto d’autore di quest’ultimo periodo.

Compromessi quasi-storici

Una guerra, quella tra il motore di ricerca fondato da Page e Brin e il copyright, che ha assunto toni sempre più accessi con l’avvento di Google Books, che ha scatenato la protesta e il rifiuto del progetto da parte di molti autori di fama mondiale.

Da oggi, ogni lamentela per violazione del diritto d’autore sarà visionata e sistemata nel giro di 24 ore. Inoltre verrà avviato un processo per rendere le ricerche online e i post di Blogger in linea con le direttive del DMCA, legge statunitense sul copyright digitale emanata nel 1996.

Le stesse correzioni aiuteranno anche AdSense, il sistema di pubblicità online googliano, a  identificare utenti che hanno rubato materiale altrui, dice TechCrunch.

Il recente dispositivo di completamento automatico nelle ricerche sul sito, serve poi – oltre ad aiutare l’utente – a non permettere a risultati “illegali” di comparire tra i risultati. I dati “autorizzati” e non protetti dal diritto d’autore, invece, saranno trattati meglio e guadagneranno i primi e più visibili posti nella ricerca. Una notizia che suona come una resa del copyleft sul right, o meglio, un aggiustamento di tante storture che avevano reso il web una giungla senza legge e diritti.

Non è solo Google a muoversi, comunque. È notizia di ieri la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia britannica nella causa tra Nla (Newspaper Licensing Agency, un’associazione editoriale UK) e due agenzie  di rassegna stampa online per aziende (Meltwater news e Public Relations Consultant Association, PRCA), ha definito le ultime due “colpevoli” di aver linkato notizie altrui senza pagare le fonti. Un metodo di lavoro inauguato da Google News. Per quanto il risarcimento per ogni link effettuato sia piuttosto basso, è più che altro il valore simbolico a stupire gli osservatori. E a far pensare che qualcosa stia cambiando nella creazione e diffusione di opere online.

Creare contenuti per il Web è un investimentospiega il portavoce della Nla David Pugh – per cui è giusto che gli editori possano chiedere una quota a coloro che ne traggono profitto. Noi stimiamo che il valore del mercato degli aggregatori di notizie web in Gran Bretagna sia intorno ai 10 milioni di sterline. E’ giusto che una parte di questi soldi vada ai quotidiani.

Meltwater e Nla hanno presentato ricorso in appello. Quanto a noi, resteremo aggiornati sulla vicenda.

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2 commenti

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2 risposte a “L’eterna lotta tra Google e il Copyright

  1. George Frusciante

    lol e chi ci portegge dal copyright?🙂

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