Il porno salverà la cultura online?

Nella foto: Sasha Grey, futura editor di Salon.com

In questi giorni Gawker sta affrontando la questione della salute economico-finanziaria dei giornali online. Un lavoro dall’interno, essendo Gawker stesso appartenente alla categoria, e mirato a trovare una soluzione alla crisi che colpisce molte testate del settore.

Una crisi che colpisce soprattutto Salon.com, storico giornale online di politica e cultura, attualmente in pessime acque finanziarie. Come far sopravvivere un giornale online dotato di redattori, blogger e tecnici, permettendogli di occuparsi totalmente del sito e mantenere un accettabile grado d’indipendenza?

Se Slate, ottimo webmagazine nato nel 1997, è di proprietà del Washington Post, lo stesso non si può dire del sito culturale. Né di Gawker stesso, che d’altronde è un enorme aggregatore di blog relativamente low cost.

Ma Salon.com e i suoi simili presenti e futuri? Visto il non sufficente successo della raccolta abbonamenti iniziata recentemente, ora il giornale culturale cerca un partner economico per rimediare alle perdite da 15 milioni di dollari accumulate nell’ultima parte della sua pur gloriosa storia nata nel ’95.

Un’impresa ardua, insomma. Ma la proposta di Gawker consiste nel cercare “il salvatore” in un settore differente da quello dei media.

Se i media validi ma non redditizi vogliono trovare stabilità, dovrebbero guardare ad un’altra industria: quella del porno. Il porno è un contenuto. E fa guadagnare. Ma non è prestigioso. Un rinomato operatore del settore porno potrebbe utilizzare un sito valido e rispettabile come Salon per rifarsi un’immagine. Hanno i soldi, hanno rispetto per la libertà d’espressione e, in certi casi, vogliono essere rispettati. Vi ricordate dell’opulento impero di Playboy? (…) Salon rimarrebbe pulito e immacolato come vuol essere e un re del porno diventerebbe il nuovo Hugh Hefner – o, al limite, il nuovo Larry Flynt.

Chi scrive non la ritiene una provocazione: innanzitutto per la cura con la quale è descritta l’esigenza di cash da parte delle riviste on line; e poi perché – diciamo la verità – l’idea di leggere, un giorno, la scritta “presented by PornHub sotto il marchio Salon.com, non ha prezzo.

Un porno ci salverà. Forse.

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3 commenti

Archiviato in giornalismo, new media, porno, web

3 risposte a “Il porno salverà la cultura online?

  1. George Frusciante

    Sarebbe strano forte ma allo stesso tempo geniale usare i soldi del porno per finanziare riviste che trattano altri argomenti.

  2. Pingback: Sasha Grey fa goal con Vasco Rossi in Serie A contro l’impotenza, ovvero Search Engine Optimizing Inconscio « GOOTENBERG

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